Il 4 marzo ricorre la quinta Giornata internazionale contro l’HPV (HPV Awareness Day).

Istituita nel 2018 dall’International Papillomavirus Society (IPVS) e dai suoi 80 partner nel mondo, la Giornata ha come obiettivo princeps quello di accrescere la consapevolezza dei rischi associati al Papilloma Virus Umano e di diffondere i concetti di prevenzione e vaccinazione, sia per la donna che per l’uomo, così da prevenire forme tumorali e altre malattie correlate al virus.

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Papilloma Virus: cos’è e quante tipologie ne esistono

La famiglia degli HPV è composta da virus a DNA facenti parte della famiglia degli herpes virus, trasmissibili prevalentemente per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’epidermide.

I virus HPV maggiormente responsabili delle patologie – maligne e benigne – sono quattro, identificati con i seguenti numeri:

  • HPV di tipo 6 (basso rischio).
  • HPV di tipo 11 (basso rischio).
  • HPV di tipo 16 (alto rischio).
  • HPV di tipo 18 (alto rischio).

I primi due vengono detti a basso rischio e rappresentano la causa del 90% dei condilomi. Infezioni contagiose e molto dolorose, sia per le donne che per gli uomini, che interessano gli organi genitali e altre mucose (quali, ad esempio, il cavo orale).

Particolarmente pericolose negli uomini, questo genere di infezioni prevede che, nel caso in cui il virus fosse presente nel liquido seminale, potrebbe anche causare infertilità.

Gli HPV di tipo 16 e 18, invece, sono responsabili di circa il 70% di tutti i tumori del collo dell’utero, ma non solo. Questo genere di virus può causare anche cancro a vulva, vagina ed altre parti del corpo, quali ano e pene, nonché tumori del distretto testa-collo.

Tutte queste tipologie di HPV sono trasmissibili sessualmente e altamente contagiose. La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. Nel caso in cui, però, l’infezione risulti persistente, le lesioni precancerose comparirebbero già nell’arco di circa 5 anni, mentre la latenza per lo sviluppo di un tumore può essere anche di 15-20 anni.

Prevenzione

L’HPV è estremamente comune. Stando alle stime, pare che oltre il 70% delle donne e degli uomini sessualmente attivi entri in contatto con il virus nel corso della vita.

Oltre all’utilizzo del preservativo – fondamentale per proteggersi da tutte le malattie sessualmente trasmissibili – la prevenzione e gli screening periodici rappresentano la chiave di volta nella lotta a questo genere di carcinoma. Tra questi, l’esame del pap-test rappresenta uno strumento in grado di diagnosticare in modo rapido e precoce la presenza di un eventuale tumore al collo dell’utero. Il pap-test deve essere ripetuto ogni 5 anni per le donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni e ogni 3 anni per quelle tra i 25 e i 29 anni.

In questo scenario, inoltre, bisogna ricordare che gli uomini hanno un rischio di infezione da HPV cinque volte superiore a quello delle donne, anche se spesso non sono consapevoli di essere portatori del virus. Questo avviene perché – contrariamente a quanto avviene per la compagine femminile – per l’uomo non esistono purtroppo al momento programmi di screening adeguati.

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L’importanza della vaccinazione

Un altro modo per prevenire l’insorgenza dell’HPV e di conseguenti patologie tumorali è la vaccinazione.

Il vaccino contro il Papilloma Virus contiene una sola proteina virale comune a numerosi ceppi diversi dell’HPV, al fine di estendere la sua efficacia. L’inoculazione prevede due dosi se avviene prima del 15° compleanno.

Benché la stessa non copra tutti i ceppi di HPV, sottoporre i giovani a vaccinazione protegge comunque dal contrarre quelli più ad alto rischio. Il vaccino è consigliato per le ragazze dai 12 ai 26 anni e per i ragazzi dai 13 ai 21 anni.