Solo in Italia, sia stima che il numero degli anziani over 75 che vivono completamente soli superi i due milioni. Questo dato aumenta ulteriormente se si considerano anche quelle persone che, pur avendo contatti sociali di qualche tipo, sono a rischio isolamento. Si può dunque ben comprendere come quello della solitudine sia uno dei principali problemi che affliggono gli anziani, questione accentuatasi nel periodo post Covid.
I problemi della solitudine
Le problematiche derivanti dal fenomeno della solitudine vanno ben oltre la tristezza momentanea: si può avere un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione, peggioramento dell’immunità e persino mortalità precoce. Proprio per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la solitudine come un fattore di rischio per la salute pubblica globale, comparabile agli effetti negativi del fumo o dell’obesità.
Come combattere la solitudine con la pet therapy
Nel corso degli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative che, con semplicità, provano a combattere la condizione di solitudine negli anziani. Tra queste, una che sta prendendo campo, grazie ai suoi benefici tangibili, è quella della pet therapy. Questa terapia si basa sull’interazione tra gli animali e i pazienti, in questo caso gli anziani, con l’obiettivo di migliorare il loro benessere sociale, emotivo e comportamentale. Essa viene proposta sempre di più nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), dove gli anziani, ospiti delle strutture, hanno la possibilità di trascorrere alcune ore della propria giornata con gli amici a quattro zampe.
I benefici della pet therapy
È stato rilevato che il contatto con gli animali, anche per poche ore a settimana, ha un effetto benefico sulle persone. Riduzione dell’ansia e del senso di abbandono, stimolazione cognitiva, aumento dell’empatia e della comunicazione, maggiore partecipazione all’attività di gruppo e miglioramento dell’umore in generale: questi sono solo alcuni degli effetti positivi che sono stati riscontrati nei pazienti delle RSA che offrono percorsi di pet therapy.
Le regole da seguire per la pet therapy
Naturalmente, per far sì che la pet therapy porti i benefici di cui abbiamo parlato fino ad ora, devono essere seguite delle linee guida ben precise. Gli animali coinvolti devono essere addestrati e certificati, ci deve essere la presenza di un conduttore professionista e la supervisione di figure sanitarie come educatori, psicologi e fisioterapisti. Cosa ancora più importante è che le sessioni vengano svolte in totale sicurezza, nel pieno rispetto del benessere sia delle persone, sia degli animali coinvolti.
Sicuramente la pet therapy non sostituisce le relazioni umane, ma può essere uno straordinario strumento per riattivare emozioni, rompere l’isolamento e dare nuova luce alle giornate degli anziani, specialmente nelle strutture dove il tempo e le energie del personale sono limitati. In un mondo che invecchia sempre di più, investire nella qualità delle relazioni, anche quelle a quattro zampe, non è un lusso, ma una necessità.

