La falsa sensazione di sicurezza può aumentare l’esposizione ai raggi UV
Usare regolarmente la crema solare è una delle principali strategie per proteggere la pelle, ma da sola potrebbe non essere sufficiente. Anzi, secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti, chi dichiara di utilizzare i filtri solari presenta un rischio più che doppio di sviluppare un tumore cutaneo rispetto a chi non li usa.
Lo studio, basato sull’analisi di due ampi database relativi alla popolazione canadese e britannica, ha acceso i riflettori su un fenomeno già noto agli specialisti: il cosiddetto “paradosso della crema solare”. L’ipotesi è che la protezione offerta dai filtri induca molte persone a sentirsi al sicuro, prolungando così il tempo trascorso sotto il sole e aumentando l’esposizione ai raggi ultravioletti.
La crema è fondamentale, ma deve essere accompagnata da altre precauzioni
Secondo gli esperti, il problema non è la crema solare in sé, ma il modo in cui viene utilizzata. Molte persone applicano quantità insufficienti di prodotto, dimenticano di rinnovarla dopo alcune ore o dopo il bagno e finiscono per esporsi al sole nelle ore più calde della giornata.
Per questo motivo i dermatologi ribadiscono che la protezione deve essere più ampia. Oltre alla crema, è consigliabile indossare abiti leggeri ma coprenti, preferibilmente in lino o cotone, scegliere colori scuri o vivaci che schermano meglio i raggi UV, utilizzare occhiali da sole con filtri certificati e una montatura avvolgente, senza dimenticare un cappello a tesa larga per proteggere aree particolarmente vulnerabili come orecchie, nuca e cuoio capelluto.
La fotoprotezione deve essere adattata a ogni persona
Sempre più specialisti parlano di fotoprotezione personalizzata, cioè di un approccio che tiene conto delle caratteristiche individuali, dell’età, del fototipo e delle condizioni di salute di ciascuno.
Tra le categorie che richiedono maggiore attenzione rientrano i bambini, le persone che assumono farmaci fotosensibilizzanti, chi soffre di patologie come lupus, artrite reumatoide o morbo di Crohn e i lavoratori che trascorrono molte ore all’aperto. In tutti questi casi è fondamentale adottare misure di prevenzione ancora più rigorose per ridurre il rischio di danni alla pelle.
Attenzione anche al sole fuori stagione e nelle giornate nuvolose
Un altro errore comune è pensare che il rischio esista soltanto durante le giornate più calde dell’estate. In realtà, in Italia i raggi ultravioletti possono raggiungere livelli in grado di danneggiare la pelle già da metà marzo fino a metà ottobre, anche con cielo coperto o temperature miti.
Gli esperti invitano inoltre a non sottovalutare le esposizioni brevi ma intense, come quelle dei fine settimana o delle vacanze in località tropicali durante i mesi invernali. In questi casi la pelle, spesso non ancora adattata al sole, può subire danni significativi in poche ore. La crema solare resta quindi un alleato indispensabile, ma solo se inserita all’interno di una strategia di protezione completa e consapevole.

