Translational Music, quando la musica incontra la biologia: il progetto che studia il rapporto tra suono e cellule

Dalle neuroscienze alla biologia cellulare, la musica apre nuove prospettive per il benessere psicofisico. Il biologo molecolare e musicista Emiliano Toso ha sviluppato un progetto che mette in relazione ricerca scientifica e composizione musicale, con esperienze anche in ambito ospedaliero. Ma quali sono le evidenze sugli effetti delle vibrazioni sonore sull’organismo?

Quando la musica diventa un’esperienza biologica

La musica non agisce soltanto sulle emozioni. Il suono è anche un fenomeno fisico: si propaga attraverso onde di pressione che, quando raggiungono il nostro organismo, vengono elaborate dal sistema uditivo e possono influenzare diverse risposte fisiologiche. È proprio nell’incontro tra queste dimensioni che si inserisce la Translational Music, il progetto ideato da Emiliano Toso, biologo molecolare, ricercatore e compositore, che dal 2013 lavora all’integrazione tra biologia e linguaggio musicale.

L’idea alla base del progetto è trasformare concetti e processi biologici in composizioni pianistiche, creando un’esperienza sonora che possa favorire il rilassamento e il benessere. Un approccio che supera la concezione della musica come semplice sottofondo e prova a esplorare il rapporto tra vibrazioni, organismo e ambiente.

Le composizioni di Toso sono eseguite con strumenti accordati a 432 Hz, anziché secondo il riferimento a 440 Hz comunemente utilizzato nella musica occidentale. Una scelta che caratterizza il progetto e che, secondo il suo ideatore, contribuisce a creare una particolare esperienza di ascolto.

Che cosa succede alle cellule quando ascoltiamo musica?

Il rapporto tra stimoli sonori e attività cellulare è un campo di ricerca ancora in evoluzione. Le cellule, infatti, non sono strutture statiche: rispondono alle sollecitazioni meccaniche e fisiche provenienti dall’ambiente circostante attraverso processi di comunicazione e regolazione biologica. Un fenomeno conosciuto come meccanotrasduzione permette loro di convertire stimoli meccanici in segnali biochimici, capaci di influenzare alcune funzioni cellulari.

Un interessante filone di ricerca è quello sviluppato dal biologo Carlo Ventura, professore di Biologia molecolare, insieme ad altri ricercatori. Nel 2017, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica CellR4, intitolato Cell melodies: when sound speaks to stem cells, ha analizzato la risposta di cellule staminali umane derivate dal tessuto adiposo durante performance musicali e vocali dal vivo. Attraverso tecniche di imaging multispettrale, i ricercatori hanno osservato variazioni nelle firme vibrazionali delle cellule in relazione agli stimoli sonori. Si tratta di risultati esplorativi, che indicano una possibile interazione tra suono e comportamento cellulare, ma che richiedono ulteriori verifiche per comprenderne i meccanismi e le conseguenze biologiche. cellr4.org

Il ruolo della musica in ospedale: tra rilassamento e supporto alle cure

Uno degli ambiti nei quali la musica sta trovando maggiore spazio è quello sanitario. L’impiego di interventi musicali in ospedale è già oggetto di ricerca e applicazione, soprattutto per la gestione di ansia, stress, dolore e disagio emotivo. In diversi contesti clinici, la musica può contribuire a migliorare l’esperienza del paziente durante procedure invasive, trattamenti e periodi di degenza.

Il progetto di Emiliano Toso si inserisce anche in questa prospettiva. Le sue composizioni sono state portate in diversi ambienti assistenziali e ospedalieri, con esperienze che hanno attirato l’attenzione anche al di fuori del mondo scientifico. Tra le più note, quella del novembre 2020, quando il musicista suonò un pianoforte a coda durante un delicato intervento neurochirurgico su un bambino di dieci anni, operato per l’asportazione di due tumori del midollo spinale. L’iniziativa, realizzata insieme all’équipe del neurochirurgo Roberto Trignani degli Ospedali Riuniti di Ancona, ha rappresentato un esempio significativo dell’integrazione tra ambiente clinico ed esperienza musicale. La Stampa+1

Un altro fronte di interesse riguarda i primi mille giorni di vita, dalla gravidanza ai primi due anni del bambino. La musica può rappresentare uno stimolo sensoriale importante già durante la vita prenatale e accompagnare lo sviluppo della relazione tra genitori e figli. L’ascolto di melodie familiari può inoltre contribuire a creare un ambiente rassicurante, favorendo momenti di calma e interazione.

La frequenza a 432 Hz: cosa sappiamo davvero?

Uno degli elementi distintivi della Translational Music è l’accordatura a 432 Hz. Si tratta di un riferimento alternativo ai 440 Hz, standard utilizzato per accordare il La nella maggior parte delle esecuzioni musicali contemporanee. Secondo la visione di Toso, questa scelta permette di costruire un’esperienza sonora particolarmente in sintonia con i ritmi biologici e naturali.

È importante, tuttavia, distinguere le ipotesi progettuali dalle evidenze scientifiche consolidate. Non esistono al momento prove sufficienti per affermare che l’accordatura a 432 Hz produca effetti biologici specifici o superiori rispetto a quella a 440 Hz. La ricerca sugli effetti del suono sulle cellule è promettente, ma ancora eterogenea e caratterizzata da importanti limiti metodologici. Anche una recente revisione della letteratura sulle interazioni tra stimoli acustici e cellule tumorali sottolinea che i risultati sperimentali disponibili non dimostrano ancora effetti terapeutici riproducibili né un’efficacia antitumorale della musica.

Il valore della Translational Music risiede soprattutto nella possibilità di esplorare un territorio di confine tra discipline diverse, stimolando nuove domande sul rapporto tra ambiente, percezione sensoriale e biologia umana.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli