venerdì, Dicembre 5, 2025

Sicilia, eseguito il primo trapianto di cuore da donatore a cuore non battente

Collaborazione tra Ospedale Civico, CRT e ISMETT – Qui Salute Magazine

Per la prima volta in Sicilia è stato effettuato con successo un trapianto di cuore prelevato da un donatore a cuore fermo. Si tratta di una donazione DCD controllata (Donation after Circulatory Death), una tecnica ancora poco diffusa in Italia e applicata soltanto in pochi centri altamente specializzati.

Il protocollo per il trapianto di cuore

Il donatore si trovava in stato di morte cerebrale irreversibile ed era ricoverato presso il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Arnas “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo, diretto dal dottor Vincenzo Mazzarese. Come previsto dai protocolli specifici per questo tipo di donazione, prima del prelievo degli organi è stata attivata la circolazione extracorporea (ECMO) all’ISMETT. L’intervento si è concluso con il trapianto del cuore in un paziente che è già stato dimesso ed è in buone condizioni.

“Un traguardo reso possibile grazie all’altruismo della famiglia del donatore, che ha permesso a un’altra persona di tornare a vivere”, sottolineano le direzioni dell’Arnas Civico e dell’ISMETT. “Un successo frutto della professionalità dei nostri operatori e del lavoro di squadra tra le due strutture sanitarie”.

Uno dei primi trapianti in Italia

Le operazioni sono state coordinate dal Centro Regionale Trapianti della Sicilia. Sul piano anestesiologico, la gestione del caso ha richiesto un monitoraggio sofisticato e continuo, con particolare attenzione alla delicata fase della riperfusione e al mantenimento della stabilità emodinamica del paziente. Fino a pochi anni fa, questo tipo di trapianto era considerato quasi impossibile per la sua complessità: il primo intervento DCD controllato in Italia è stato effettuato a Padova solo nel 2023.

“È un risultato straordinario per la sanità siciliana – afferma Michele Pilato, direttore del Centro Cuore dell’ISMETT – e dimostra come la nostra Regione sia in grado di offrire percorsi clinici e organizzativi all’altezza degli standard più avanzati a livello nazionale e internazionale”.

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