mercoledì, Dicembre 10, 2025

Quarant’anni dal primo trapianto di cuore in Italia: nel 2024 raggiunto il record di 413 interventi

Il 14 novembre 1985 segna una data storica per la medicina italiana: a Padova, l’équipe guidata dal professor Vincenzo Gallucci portava a termine con successo il primo trapianto di cuore nel nostro Paese. Solo pochi giorni prima, l’11 novembre, l’allora ministro della Sanità Costante Degan aveva firmato il decreto che autorizzava ufficialmente la procedura.

Nel giro di appena una settimana, altri interventi simili vennero eseguiti a Pavia, Udine, Bergamo, Milano e Roma, aprendo “una nuova era per la trapiantologia italiana”, come sottolinea il Centro Nazionale Trapianti (Cnt).

A quarant’anni di distanza, l’Italia si conferma tra i leader mondiali nel campo dei trapianti cardiaci. Solo nel 2024 sono stati realizzati 413 interventi, un numero mai raggiunto prima. Tuttavia, resta una sfida aperta: 802 pazienti risultano ancora in lista d’attesa per ricevere un nuovo cuore.

Una crescita costante e risultati da primato

Nel 2024, nei 20 centri autorizzati del Paese, sono stati effettuati 7 trapianti di cuore ogni milione di abitanti, con un incremento del 13% rispetto al 2023 e del 38% rispetto al 2022. Il 2025 si preannuncia ancora più positivo: nei primi dieci mesi si contano già 376 interventi, pari ad un aumento dell’8.9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Dal 2002, anno in cui è stato introdotto il Sistema Informativo Trapianti, sono stati eseguiti in Italia oltre 7.000 trapianti cardiaci, con una netta prevalenza di pazienti uomini (74%). Tra le storie simbolo di questa lunga esperienza c’è quella di Gian Mario Taricco, secondo paziente italiano a ricevere un cuore nuovo. Operato a Pavia dal professor Mario Viganò il 18 novembre 1985, oggi, quarant’anni dopo, il suo trapianto è considerato il più longevo d’Europa e tra i più duraturi al mondo.

Orgoglio nazionale e un appello alla donazione

“Possiamo essere orgogliosi dei progressi della trapiantologia italiana in questi quarant’anni”, ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci. ” Dietro i numeri ci sono migliaia di vite salvate e il lavoro di tanti professionisti che ogni giorno rendono possibile tutto questo. È anche grazie a eccellenze come la Rete trapianti se il nostro Servizio Sanitario Nazionale è riconosciuto tra i migliori al mondo”.

Sulla stessa linea il direttore del Cnt, Giuseppe Feltrin, che parla di una “crescita esponenziale” e di un sistema in piena evoluzione: “Oggi oltre 8.000 persone in Italia sono in attesa di un trapianto, di cui 802 aspettano un cuore. L’impegno della Rete è quello di offrire la migliore assistenza possibile, ma tutto dipende dal gesto generoso di chi sceglie di donare. Come quarant’anni fa, è ancora quel ‘sì’ che fa la differenza tra la vita e la speranza.”

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli