mercoledì, Dicembre 10, 2025

Impiantata una protesi valvolare aortica in un uomo con il cuore a destra

Straordinario intervento al San Giovanni Bosco di Torino con l’uso di un condotto aortico preassemblato

All’ospedale San Giovanni Bosco di Torino è stato eseguito un intervento eccezionale al cuore: l’impianto di un condotto aortico Konect, un dispositivo di ultima generazione già assemblato, su un paziente nato con destrocardia e situs inversus totalis, una condizione rarissima in cui cuore e organi interni sono disposti in modo speculare rispetto alla norma. Questa particolare conformazione anatomica si riscontra in circa una persona su 12.000, e l’operazione, avvenuta lo scorso 15 ottobre, è stata definita dallo stesso ospedale “il primo caso al mondo” di questo tipo.

Da cosa era affetto il paziente

Il paziente, un uomo di 75 anni, era affetto da stenosi valvolare aortica, aneurisma del seno di Valsalva destro e difetto interventricolare, condizioni che rendevano indispensabile un complesso intervento a cuore aperto. Per ridurre al minimo i rischi operatori, l’intervento è stato simulato in modo virtuale attraverso una pianificazione 3D: la struttura complessa di Radiologia, guidata da Poalo Vaudano, e quella di Cardiologia, diretta da Giacomo Boccuzzi, hanno ricostruito l’anatomia cardiaca del paziente mediante una TAC ad altissima risoluzione e la modellazione tridimensionale del cuore, dell’aorta e delle coronarie, lavoro realizzato da Alberto Pacielli.

Il dottor Matteo Attisani, responsabile della Cardiochirurgia del dipartimento area Chirurgica (diretto da Diego Moniaci), ha scelto di utilizzare il condotto aortico Konect, che combina in un unico dispositivo una protesi valvolare biologica di nuova generazione, un tubo vascolare e una cuffia elastica per l’impianto. “È il primo impianto Konect in Piemonte e il primo al mondo in un paziente con destrocardia e situs inversus totalis”, ha evidenziato l’ospedale.

La durata e la realizzazione dell’intervento al cuore

L’intervento, durato circa sei ore, è stato condotto da Attisani con l’équipe composta dai cardiochirurghi Sergio Trichiolo e Fabrizio Scalini, dal cardioanestesista Sabino Mosca, dalla perfusionista Veronica Milano e dalla strumentista Laura Roati.

L’operazione ha comportato la sostituzione della valvola aortica, della radice e dell’aorta ascendente, con reimpianto delle coronarie seguendo la tecnica di Bentall, adattata però alla particolare disposizione “a specchio” degli organi, da cui la definizione di “mirror Bentall”.

Il decorso postoperatorio è stato rapido: il paziente è stato estubato poche ore dopo l’intervento e, grazie alle cure della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione-Terapia intensiva diretta da Roberto Balagna, è stato dimesso dalla terapia intensiva già il giorno successivo.
Attualmente l’uomo si trova in ottime condizioni di salute e potrà presto tornare a casa.

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