Sanità privata e farmacie, doppio sciopero il 17 marzo e 13 aprile

Il mondo della sanità privata e delle farmacie italiane si prepara a nuove giornate di protesta a causa del blocco nelle trattative per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Dopo mesi di confronti che non hanno portato a risultati soddisfacenti, i sindacati hanno annunciato date e motivazioni delle prossime astensioni dal lavoro, con l’obiettivo di ottenere condizioni più dignitose e salari adeguati per migliaia di lavoratori.

17 marzo: sciopero nazionale nella sanità privata e nelle RSA

Le principali sigle sindacali di categoria — Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl — hanno indetto uno sciopero nazionale per il 17 marzo che coinvolgerà circa 300.000 lavoratori impiegati nei servizi di sanità privata e nelle residenze sanitarie assistenziali. La mobilitazione è stata decisa nonostante fosse già fissato un tavolo di confronto per il 4 marzo con il Ministro della Salute; secondo i sindacati, però, finora il negoziato non ha prodotto proposte economiche e normative accettabili.

Questa protesta nasce dalla frustrazione per contratti che — in molti casi — risultano scaduti da anni e non sono stati aggiornati in tempi compatibili con l’inflazione e il peso delle responsabilità professionali. Secondo alcune fonti, la disparità salariale con il settore pubblico è ormai talmente forte da costituire uno dei motivi principali della fuga di personale verso strutture con condizioni migliori.

13 aprile: sciopero dei lavoratori delle farmacie private

A distanza di poche settimane, il 13 aprile toccherà ai dipendenti delle farmacie private — oltre 76.000 persone — fermarsi per l’intera giornata. La protesta, proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, si inserisce nel percorso iniziato con lo sciopero nazionale dello scorso 6 novembre, quando anche questo comparto aveva già incrociato le braccia in seguito allo stallo delle trattative.

I sindacati criticano duramente l’ultima proposta economica avanzata da Federfarma, ritenuta insufficiente per garantire un reale recupero del potere d’acquisto e un riconoscimento concreto delle responsabilità, competenze e professionalità di farmacisti e collaboratori. Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per questo settore è scaduto dal 31 agosto 2024, e le organizzazioni sottolineano la necessità di risposte immediate sui salari e sulle condizioni di lavoro.

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