A Ferrara la delicata operazione – Qui Salute Magazine
All’ospedale di Cona (Ferrara) è stato portato a termine con successo un delicato intervento di disostruzione tracheale pediatrica che ha restituito la normale respirazione a un adolescente dell’Emilia-Romagna. L’équipe di Endoscopia Respiratoria ha rimosso una lesione che ostruiva completamente la trachea, frutto di un processo infiammatorio legato alla presenza di una cannula tracheostomica.
L’equipe che ha seguito il ragazzo
Il ragazzo era seguito presso l’Unità Gravi Cerebrolesioni (UGC), diretta dalla dott.ssa Susanna Lavezzi, dopo un grave incidente stradale che gli aveva causato un trauma cranico. Nel corso degli accertamenti preliminari alla rimozione della cannula, una broncoscopia di controllo ha evidenziato la presenza di un voluminoso granuloma, sviluppatosi proprio nel punto di inserzione del dispositivo.
Le parole di chi ha eseguito l’intervento
“Il granuloma – spiega il dott. Mario Tamburrini, pneumologo interventista – è un meccanismo di difesa che porta alla formazione di tessuto cicatriziale in eccesso. Nel caso specifico, questo tessuto aveva chiuso del tutto il lume tracheale, impedendo il passaggio dell’aria e aumentando il rischio di emorragie. Per questo si è reso necessario un approccio combinato: prima una broncoscopia rigida in anestesia generale per rimuovere e coagulare il tessuto, successivamente completata dall’intervento degli specialisti ORL”.
Operazione portata a termine grazie al contributo di diversi professionisti
L’operazione ha richiesto il contributo di numerosi professionisti: fisiatri, logopedisti, fisioterapisti, anestesisti, chirurghi pediatrici e personale infermieristico. “Si tratta di un intervento raro nei pazienti pediatrici, realizzabile solo in pochi centri in Italia – sottolinea il prof. Alberto Papi, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia –. È stato possibile grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto molte figure, dal team riabilitativo agli specialisti della sala operatoria”.
L’esito è stato positivo: la rimozione del granuloma ha consentito di togliere la cannula tracheostomica e i controlli successivi hanno mostrato un ripristino quasi completo della normale funzionalità respiratoria.
“La storia di questo ragazzo – aggiunge la dott.ssa Lavezzi – dimostra l’importanza di un approccio multidisciplinare integrato. Grazie alla collaborazione tra diverse competenze e reparti, anche i pazienti più complessi possono beneficiare di percorsi di cura altamente specializzati”.

