Parkinson, nuova terapia sottocutanea ridà autonomia a oltre 30 pazienti

A Torino un nuovo trattamento sta aiutando i pazienti affetti dal morbo di Parkinson – Qui Salute Magazine

Un’importante innovazione terapeutica sta cambiando la vita di molte persone affette da Parkinson. Presso il Centro Regionale Esperto per la Malattia di Parkinson e i Disturbi del Movimento della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dal professor Leonardo Lopiano, è stato avviato un protocollo sperimentale basato sull’infusione sottocutanea continua di Levodopa. Questa nuova modalità di somministrazione si sta rivelando particolarmente efficace nel contrastare le complicanze motorie tipiche della fase avanzata della malattia.

I pazienti beneficiari del nuovo trattamento

A beneficiarne sono già oltre trenta pazienti, selezionati a partire da ottobre 2024. Le testimonianze parlano chiaro. Roberto, 74 anni, racconta: “Combatto con il Parkinson da 15 anni. I farmaci orali avevano smesso di fare effetto: avevo frequenti blocchi durante la giornata e non ero più autonomo. Da quando utilizzo questa terapia, i blocchi sono spariti e ho ritrovato l’indipendenza. La mia vita è tornata vivibile”. Anche Caterina, 62 anni, affetta da Parkinson dall’età di 47 anni, conferma il miglioramento: “Negli ultimi anni i movimenti involontari avevano reso difficile persino lavorare. Da quando ho iniziato questo trattamento, la situazione è decisamente migliorata”.

Quante persone sono colpite dal Parkinson in Italia?

Il morbo di Parkinson è una patologia neurologica degenerativa che colpisce circa 300.000 persone in Italia, con un’incidenza significativa anche tra i soggetti sotto i 50 anni. Dopo un primo periodo di risposta positiva alla terapia farmacologica tradizionale, molti pazienti sviluppano, nel giro di 5-10 anni, complicanze motorie invalidanti come discinesie e oscillazioni nei sintomi, che compromettono la qualità della vita.

Per fronteggiare queste difficoltà, il nuovo trattamento prevede l’uso di un dispositivo portatile che rilascia Levodopa in modo continuo attraverso un piccolo catetere sottocutaneo. Il farmaco, somministrato in forma liquida per via sottocutanea, consente di mantenere livelli costanti nel sangue, evitando i picchi e i cali tipici della somministrazione orale. Ciò si traduce in un maggiore controllo dei sintomi, una riduzione delle discinesie e un notevole miglioramento dell’autonomia quotidiana.

Come viene effettuato il trattamento?

La procedura viene effettuata presso il Day Hospital di Neurologia dell’AOU torinese, in collaborazione con diversi reparti, tra cui la Chirurgia Oncologica e dei Sarcomi e la Gastroenterologia universitaria. Questo approccio si affianca ad altre terapie già disponibili nel centro, come la Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS) e l’infusione intestinale di Levodopa tramite PEG.

Il centro torinese si conferma così un punto di riferimento a livello nazionale per la cura dei disturbi del movimento. I pazienti arrivano da tutto il Piemonte e da altre regioni, attratti dall’elevato livello di specializzazione del team, composto da neurologi, neuropsicologi, dottorandi e specializzandi.

“Siamo riusciti a ottenere questi risultati grazie alla collaborazione tra diverse eccellenze mediche e alla formazione continua del personale sanitario”, ha dichiarato Thomas Schael, Commissario della Città della Salute. Sulla stessa linea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi: “Questo progetto dimostra quanto siano fondamentali l’innovazione, la ricerca e il lavoro di squadra per offrire una sanità pubblica all’altezza delle sfide future”.

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