Ora legale dal 30 marzo: tra rischi e benefici, scienziati divisi

Nella notte tra il 29 e il 30 marzo, gli italiani dovranno spostare avanti le lancette di un’ora per il consueto passaggio all’ora legale. Questo cambiamento, che comporta la perdita di sessanta minuti di sonno, continua a dividere sia gli esperti che la popolazione. Negli Stati Uniti, dove il cambio è avvenuto il 9 marzo, un sondaggio ha rivelato che il 54% dei cittadini abolirebbe questa pratica. Ma se l’ora legale venisse eliminata, quale sarebbe l’alternativa?

Alcuni legislatori propongono di rendere l’ora legale il nuovo standard nazionale per tutto l’anno, attraverso iniziative come il Sunshine Protection Act. Tuttavia, molti scienziati mettono in guardia sui possibili effetti negativi di questa scelta, come mattine troppo buie e serate eccessivamente luminose, che potrebbero influire sulla qualità del sonno. Di contro, numerose organizzazioni mediche e scientifiche sostengono invece l’adozione permanente dell’ora solare.

Scienziati in disaccordo: ora legale sì o no?

Nel mondo accademico non c’è un consenso unanime. Un articolo provocatorio pubblicato su Royal Society Open Science suggerisce che eliminare il cambio d’ora potrebbe peggiorare la situazione, esasperando alcuni problemi legati alla regolazione del tempo.

Secondo José María Martín-Olalla, fisico dell’Università di Siviglia, gli “switch” stagionali rappresentano una soluzione pratica per bilanciare gli orari fissi della società moderna con le variazioni della luce naturale nel corso dell’anno. Nell’era preindustriale, le persone adattavano spontaneamente le proprie attività in base alla luce solare, alzandosi prima in estate e più tardi in inverno. Oggi, invece, il lavoro e la scuola impongono orari rigidi indipendentemente dalle stagioni.

Martín-Olalla sottolinea che questa discrepanza tra il ritmo biologico, il ciclo del giorno e l’orologio sociale è particolarmente marcata nelle regioni più vicine ai poli, dove l’alba varia drasticamente durante l’anno. Tuttavia, molti esperti avvertono che l’ora legale potrebbe avere un impatto negativo sulla salute.

L’effetto della luce sul sonno e sulla salute

La neurologa Joanna Fong-Isariyawongse, dell’Università di Pittsburgh, evidenzia l’importanza della luce solare per la regolazione del sonno. L’esposizione alla luce sopprime la produzione di melatonina, aumentando la vigilanza. Questo spiega perché svegliarsi al buio può causare sonnolenza e perché un’eccessiva esposizione alla luce serale può rendere difficile addormentarsi.

Secondo numerose ricerche, le alterazioni del ciclo luce-buio provocate dall’ora legale possono aumentare il rischio di infarti, ictus, incidenti stradali e infortuni sul lavoro. Inoltre, la privazione cronica di sonno è associata a problemi di salute a lungo termine e a costi economici elevati per il sistema sanitario e le aziende.

Tuttavia, Martín-Olalla mette in dubbio la gravità di questi effetti, sostenendo che è difficile distinguere i rischi dell’ora legale da quelli legati alle variazioni stagionali. Il neuroscienziato Derk-Jan Dijk, dell’Università del Surrey, aggiunge che alcuni allarmi sui danni dell’ora legale potrebbero essere “in qualche modo esagerati”.

Qual è la soluzione migliore?

Il dibattito rimane aperto su quale sia la scelta più adatta. Secondo Fong-Isariyawongse, il nostro corpo si adatta naturalmente ai cambiamenti stagionali della luce, quindi la soluzione non dovrebbe essere la manipolazione dell’orologio, ma una maggiore flessibilità negli orari di lavoro e scuola.

Dijk, però, ritiene che questa opzione sia difficile da applicare su larga scala. Anche la neurologa Karin Johnson, dell’Università del Massachusetts, sottolinea che l’ora solare permanente non sarebbe una soluzione perfetta, perché ognuno ha un proprio ritmo biologico. Tuttavia, la maggior parte della comunità scientifica concorda su un punto: abolire il cambio dell’ora sarebbe la scelta più vantaggiosa.

“La posizione della comunità scientifica e medica è coerente e a favore dell’ora solare permanente”, afferma Johnson. Resta da vedere se le istituzioni accoglieranno questa indicazione o se continueranno a mantenere il meccanismo dello switch stagionale.

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