Dal 2000 al 2024 le campagne di prevenzione contro il morbillo, soprattutto attraverso le vaccinazioni, hanno evitato circa 59 milioni di morti. Nonostante i risultati complessivi restino significativi, negli ultimi anni il calo dei contagi si è rallentato e in diversi Paesi si registra una nuova crescita dei casi. Questi elementi emergono dal recente rapporto epidemiologico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ricordato che il morbillo è “il virus più contagioso al mondo” e che ogni lacuna nella copertura vaccinale apre spazio alla diffusione dell’infezione.
I numeri degli ultimi anni
Nel 2024 sono stati segnalati a livello globale circa 11 milioni di casi, un valore comunque inferiore del 71% rispetto al 2000. Tuttavia, dal 2019 si osserva un’inversione di tendenza, con un incremento complessivo dell’8% (circa 800.000 casi in più). L’aumento è particolarmente evidente nella Regione del Mediterraneo Orientale dell’OMS (+86% dal 2019), seguita dalla Regione Europea (+47%) e dal Sud-Est asiatico (+42%).
Nel solo 2024, 59 Paesi hanno riportato focolai rilevanti: uno in più rispetto al 2023, ma molti di più rispetto ai 37 del 2022 e ai 21 del 2021. I decessi continuano invece a diminuire: dai 777.000 del 2000 si è scesi ai 107.000 del 2019, fino ai 95.000 stimati nel 2024. Sul fronte della prevenzione, la copertura vaccinale ha ripreso a crescere dopo la fase critica della pandemia. Nel 2024 la protezione con due dosi ha raggiunto il 76%.
Tedros ha ribadito che “il morbillo non conosce confini”, ma una copertura vaccinale completa può evitare epidemie costose, salvare vite ed eliminare la malattia in intere aree del mondo.

