lunedì, Gennaio 19, 2026

Melanoma oculare, a Pavia oltre 600 pazienti trattati con la protonterapia

Al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) di Pavia, unico in Italia e tra i pochi al mondo specializzati, la protonterapia si conferma una delle soluzioni più efficaci contro il melanoma oculare, un tumore raro e aggressivo che colpisce l’occhio. Qui sono già più di 600 i pazienti che hanno potuto beneficiare di questo trattamento innovativo, capace di preservare la vista e migliorare la qualità di vita.

I risultati eccellenti della protonterapia

Diversi studi hanno dimostrato come la radioterapia con protoni garantisca risultati eccellenti: a cinque anni dalla cura, il controllo locale della malattia raggiunge il 95%, evitando spesso la rimozione chirurgica dell’occhio.

“Il melanoma oculare è la neoplasia rara più frequente nell’età adulta – spiega Maria Rosaria Fiore, medico radioterapista e referente della patologia al Cnao –. Ha origine dai melanociti dell’uvea, che comprende coroide, corpo ciliare e iride. La sede più colpita è la coroide, da cui prende forma circa il 90% dei casi. Colpisce soprattutto persone tra i 50 e i 70 anni, mentre è piuttosto raro che si manifesti prima dei 30. In Italia si stimano circa 400 nuove diagnosi ogni anno”.

I sintomi dei disturbi oculari

I sintomi possono variare, ma tra i più comuni si segnalano visione offuscata, comparsa di lampi o scintille luminose, perdita parziale del campo visivo, la sensazione di “mosche volanti” e, meno frequentemente, dolore oculare.

Nel mondo, il trattamento con protoni per questa patologia si esegue ancora con tecniche tradizionali basate su fasci passivi e in sale dedicate esclusivamente a questo tipo di tumore. Il Cnao, invece, dispone di un sistema avanzato di scanning attivo, progettato proprio per intervenire anche sul melanoma oculare.

“Il nostro centro – sottolinea il presidente Gianluca Vago – ha messo a punto una tecnologia di protoni con scanning attivo che amplia ulteriormente le possibilità di cura”.

I centri coinvolti

La gestione dei pazienti si inserisce in un contesto di collaborazione multidisciplinare che ha coinvolto inizialmente la divisione di Oculistica Oncologica degli Ospedali Galliera di Genova e che oggi include l’Oncologia Oculare dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e quella del Policlinico Gemelli di Roma.

“Fin dagli anni ’80 le evidenze scientifiche dimostrano come la protonterapia sia un’alternativa valida all’enucleazione o alla brachiterapia – conclude Fiore –. I dati confermano che i tassi di controllo della malattia sono sovrapponibili, ma con un vantaggio fondamentale: la possibilità di conservare l’occhio e, in molti casi, anche la capacità visiva”.

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