“Dobbiamo pensare a una riforma della medicina territoriale, che valorizzi il ruolo dei medici di base. L’assistenza territoriale è fondamentale, non propendo a una visione strettamente ospedalo-centrica. Il calo dei posti letto negli anni, insieme al mancato sviluppo della medicina del territorio ci ha portato a queste criticità che oggi vediamo”. Queste sono state le parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante il suo intervento in commissione Sanità del Senato. Il ministro ha sottolineato come la mancanza di un adeguato sviluppo della medicina territoriale abbia contribuito alle attuali difficoltà del sistema sanitario.
Due disegni di legge per potenziare l’assistenza territoriale e ospedaliera
“Nella prossima manovra di bilancio il ministero si è impegnato ad elaborare due disegni di legge collegati, finalizzati al potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera, nonché alla riforma delle professioni sanitarie, che intendo definire e portare all’approvazione quanto prima”. Schillaci ha precisato che la riforma delle professioni sanitarie è una priorità per il governo, e che questa dovrà includere una revisione del ruolo dei medici delle cure primarie: “Nessuna vera riforma sanitaria può avere speranza se non si rivede il ruolo svolto dai medici delle cure primarie”.
Il contributo dei medici di base all’interno delle case di comunità
Secondo il ministro Schillaci, indipendentemente dalle regole contrattuali, è essenziale che i medici di base forniscano un contributo orario concreto all’interno del Servizio sanitario nazionale (SSN). Questo contributo sarà fornito nelle strutture deputate a erogare la medicina territoriale. Schillaci ha aggiunto: “Senza entrare nel merito della tipologia del contratto, anche se per molti presidenti di Regione i medici di medicina generale dovrebbero diventare dipendenti del Servizio sanitario nazionale, ritengo indispensabile che i medici di base lavorino un determinato numero di ore assicurando quel lavoro all’interno delle case di comunità”.
Il rispetto degli obiettivi del PNRR Salute
Il ministro ha poi ribadito l’impegno del governo nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR Salute. “Stiamo rispettando tutti gli obiettivi del Pnrr Salute per assicurare entro il 2026 la piena operatività di Case e Ospedali di comunità e già entro la fine del 2024 delle Cot, le Centrali operative territoriali. Per quanto riguarda le Case di comunità, ad oggi sono stati avviati 538 cantieri, ovvero il 52% del target previsto. Sono stati avviati 167 cantieri per gli Ospedali di comunità, il 55% del target previsto.” Il potenziamento dell’assistenza territoriale, secondo Schillaci, avrà effetti positivi anche sull’assistenza ospedaliera, in particolare per quanto riguarda la riduzione del sovraffollamento nei pronto soccorso.
La carenza di personale nel sistema sanitario nazionale
Schillaci ha evidenziato un altro problema cruciale: la carenza di personale nel Servizio sanitario nazionale. “Secondo i dati del ministero della Salute, oggi mancano a livello nazionale 4.500 medici e 10mila infermieri nei pronto soccorso. Siamo intervenuti contro il fenomeno dei ‘gettonisti’, che ha operato con effetti deleteri, e contro l’esodo improprio dal SSN, siamo anche intervenuti per ridurre le esternalizzazioni”.
Carenza di contratti nell’emergenza-urgenza
Un ulteriore problema è rappresentato dalla scarsità di contratti nell’ambito dell’emergenza-urgenza. Schillaci ha illustrato i dati: “Nel 2021 sono stati assegnati solo 500 contratti, ossia il 47% dei posti disponibili; nel 2022 si è scesi a 340 contratti, il 42% dei posti disponibili; nel 2023 sono stati assegnati solo 245 contratti, appena il 29%.” Questa tendenza si riscontra non solo in Italia, ma anche in altri Paesi come gli Stati Uniti, dove sempre più giovani scelgono di specializzarsi in altri settori medici.

