mercoledì, Dicembre 10, 2025

Un italiano su dieci rinuncia alle cure: liste d’attesa in testa tra le cause

Durante l’audizione sulla manovra economica, il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, ha illustrato un quadro preoccupante: nel 2024 quasi un italiano su dieci (9,9%) ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi. Le principali ragioni? Liste d’attesa troppo lunghe, difficoltà economiche e la scomodità nel raggiungere le strutture sanitarie. In termini assoluti, si parla di 5,8 milioni di persone, un aumento significativo rispetto ai 4,5 milioni del 2023 (7,6%).

Secondo Chelli, la prima causa di rinuncia resta quella legata ai tempi di attesa, indicata dal 6,8% della popolazione. Un dato in netta crescita: nel 2023 la percentuale era del 4,5%, mentre nel 2019 si fermava al 2,8%. Il problema è particolarmente diffuso tra gli adulti tra i 45 e i 64 anni (8,3%) e tra gli anziani oltre i 65 anni (9,1%). Le donne risultano le più colpite, con una quota del 7,7%, che sale al 9,4% nella fascia centrale d’età e al 9,2% tra le più anziane.

I numeri sulla spesa sanitaria nazionale in Italia

Chelli ha inoltre fornito alcuni numeri sulla spesa sanitaria nazionale: nel 2024 ammonta complessivamente a 185,1 miliardi di euro. Di questi, 137,5 miliardi provengono dal settore pubblico (pari al 74,3% del totale), mentre la spesa delle famiglie si attesta a 41,3 miliardi (22,3%). I regimi di finanziamento volontari – come assicurazioni e fondi integrativi – coprono 6,4 miliardi: di questi, 4,7 miliardi sono intermediati da assicurazioni private, 929 milioni sono sostenuti dalle imprese e 698 milioni da istituzioni non profit.

Tra il 2023 e il 2024 la spesa sanitaria complessiva è aumentata del 3,3% in termini nominali, grazie soprattutto alla crescita della componente pubblica. Al contrario, la spesa privata ha registrato un calo del 2,5%. Se si considera l’intero periodo 2019–2024, la spesa sanitaria è cresciuta mediamente del 3,8% l’anno.

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