Siglata l’intesa nazionale per 60mila medici di base: 300 milioni l’anno per gli aumenti

Via libera definitivo al nuovo Accordo collettivo nazionale per i medici di medicina generale. Con l’ok della Conferenza Stato-Regioni entra ufficialmente in vigore l’Acn 2022-2024 che riguarda circa 60mila camici bianchi e mette sul piatto 300 milioni di euro all’anno per gli adeguamenti economici, insieme a una serie di interventi sul piano normativo.

Un accordo apprezzato dal settore dei medici

Un risultato accolto con favore dalla categoria, arrivato nello stesso giorno in cui Forza Italia ha depositato una proposta di legge destinata a incidere sull’organizzazione del lavoro medico, puntando a superare il principio di incompatibilità che oggi limita l’attività sia dei medici di famiglia sia degli ospedalieri.

A commentare positivamente l’intesa è il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, che parla di “un passaggio significativo”, pur sottolineando come il percorso non sia ancora concluso. “Ora – spiega – chiediamo che entro giugno si arrivi alla chiusura anche del rinnovo 2025-2027”. Sul fronte economico, l’accordo prevede incrementi variabili: per un medico di famiglia con il numero massimo di assistiti (1.500), l’aumento medio sarà di circa 609 euro lordi al mese. Nel complesso, l’incremento riconosciuto si avvicina al 6%.

Le novità dell’accordo

L’Acn consente inoltre di recuperare gli arretrati relativi al biennio 2022-2024, includendo circa 150 milioni di euro destinati alla contribuzione previdenziale per il 2024 e il 2025. Parallelamente, si apre subito il confronto sul prossimo triennio contrattuale, con l’obiettivo di riallineare i tempi dei rinnovi alle scadenze naturali.

Sul piano normativo, l’accordo introduce alcuni correttivi in attesa di una riforma organizzativa più ampia. Tra i punti centrali figurano una maggiore flessibilità per i medici neo-genitori e strumenti di sostegno per i professionisti in formazione che ricoprono incarichi temporanei. Viene inoltre rafforzato il richiamo alla prescrizione appropriata di esami e visite e prosegue il percorso di integrazione dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità.

Il giudizio positivo arriva anche dal sindacato Cimo-Fesmed: per il presidente Guido Quici, la misura renderebbe la sanità pubblica più attrattiva e aiuterebbe a contrastare l’emorragia di medici dagli ospedali. Più prudente, invece, la posizione di Anaao Assomed: il segretario Pierino Di Silverio avverte che l’abolizione delle incompatibilità, da sola, non è sufficiente e che qualsiasi riforma dovrà passare da una riscrittura complessiva delle regole e dal coinvolgimento diretto dei professionisti.

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