lunedì, Gennaio 19, 2026

Glioblastoma: una nuova speranza grazie ai linfociti T

Lo studio dell’Istituto Besta di Milano

Il glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi e complessi da trattare, potrebbe presto avere una nuova arma terapeutica. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano ha infatti sviluppato un approccio innovativo che sfrutta le stesse difese immunitarie dei pazienti. I risultati sono stati descritti in uno studio recentemente apparso su Nature Communications.

La ricerca sul glioblastoma

La ricerca, coordinata da Serena Pellegatta, si concentra sui linfociti T infiltranti il tumore, cellule immunitarie che si trovano già all’interno del glioblastoma ma che risultano poche e spesso indebolite, quindi poco efficaci. Al Besta è stato messo a punto un protocollo che permette di prelevarle insieme al tessuto tumorale, isolarle in laboratorio e moltiplicarle per poi reintrodurle nell’organismo del paziente.

Lo studio ha coinvolto 161 persone con diagnosi di glioma diffuso. Nei test preclinici, i cosiddetti tr-TIL (linfociti T infiltranti il tumore espansi in laboratorio) hanno mostrato risultati promettenti: somministrati su modelli animali, hanno determinato un rallentamento della crescita tumorale nel 70% dei casi, con un conseguente aumento della sopravvivenza.

Il futuro dello studio

Il metodo è già stato adattato agli standard internazionali Good Manufacturing Practices (GMP), condizione necessaria per il passaggio alla fase clinica. Il prossimo passo sarà lo studio ReacTIL, che valuterà sicurezza ed efficacia della terapia direttamente sui pazienti con glioblastoma.

Se confermati, questi dati aprirebbero la strada a una nuova strategia terapeutica personalizzata, in grado di affrontare una delle sfide più complesse dell’oncologia moderna.

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