In un contesto sanitario in continua evoluzione, il ruolo del medico non si esaurisce più soltanto nell’atto clinico: aggiornamento professionale, responsabilità civile, sostenibilità del sistema e comunicazione corretta diventano oggi parte integrante dell’identità medica. Ne parliamo con il Dott. Alessandro Bonsignore, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Genova, per riflettere su alcune delle tematiche più attuali che coinvolgono la professione sanitaria e il rapporto con i cittadini.
Dottore, perché l’aggiornamento continuo è un dovere imprescindibile per ogni medico?
“Il nostro codice di deontologia medica prevede che tutti i professionisti siano costantemente aggiornati in tema di sanità, al fine di erogare le migliori cure possibili ai nostri cittadini. Da anni è prevista la formazione continua in medicina, si chiama ECM, e ogni professionista deve raggiungere 50 punti all’anno che possono essere acquisiti attraverso la partecipazione a corsi, eventi e altre attività formative accreditate”.
Cosa significa oggi, concretamente, essere in regola con l’ECM?
“Fino all’anno scorso non esistevano dei meccanismi di tipo sanzionatorio, se non quello legato alla singola persona, quindi all’etica dell’esercizio professionale. Tuttavia, da quest’anno chi non è in regola con l’ECM nell’ambito dell’ultimo triennio verrà scoperto dal punto di vista assicurativo. Il decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco, emanato lo scorso febbraio, conferma che se il professionista sanitario non avrà raccolto almeno il 70% del fabbisogno triennale di crediti ECM, potrà vedersi negata la copertura assicurativa, rimanendone scoperto in caso di contenzioso. Una novità che introduce un aspetto molto importante, che contribuisce a rendere la formazione continua, oltre che un dovere etico, anche un impegno professionale, proprio per non incorrere in una scopertura assicurativa”.
Veniamo ora ad un tema molto sentito dai cittadini: quello delle liste di attesa. Quali sono, secondo lei, le cause principali?
“La questione è complessa. Semplificando, potremmo individuare tre cause principali che contribuiscono alla realizzazione delle liste d’attesa. Al primo posto va collocata sicuramente l’incapacità del sistema di soddisfare le esigenze di salute della popolazione. Il secondo aspetto è legato all’iperprescrizione, la cosiddetta inappropriatezza prescrittiva dovuta al fatto che spesso vengono richiesti molti più esami rispetto a quelli che sono realmente necessari. Infine, il terzo elemento riguarda proprio i cittadini, non è noto a tutti, infatti, che circa un terzo delle prenotazioni va deserta, con conseguenze rilevanti sull’intero sistema”.

Dott. Alessandro Bonsignore, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Genova
Quindi anche il cittadino ha una responsabilità rilevante nella gestione del sistema?
“Esatto, perché nel momento in cui non si presenta ad un appuntamento preclude ad un altro cittadino la possibilità di ottenere quella prestazione. Dunque, è necessaria un’opera di investimento in sanità per potenziare il primo aspetto di controllo sulla prescrizione e per riuscire a ridurre le prescrizioni inutili. Ma i cittadini vanno informati al fine di sviluppare tra essi un senso di spirito sociale che li porti a disdire gli appuntamenti nel caso in cui non si dovessero presentare. Il problema delle liste d’attesa non può essere affrontato solo aumentando le prestazioni disponibili: serve anche una riflessione più ampia sull’appropriatezza prescrittiva, sul ruolo della medicina difensiva e sulla consapevolezza civica dei cittadini”.
Veniamo al concetto di sanità pubblica e sanità privata…
“Se guardiamo alla questione dal punto di vista di chi riceve la prestazione sanitaria, dei cittadini, si può dire che l’Ordine dei Medici auspica che il nostro sistema sanitario nazionale possa sempre garantire a tutti i cittadini, come dice la nostra Costituzione, delle cure gratuite, eque e di alto livello. Poco importa da chi sia erogata la prestazione, l’importante è che il cittadino possa ricevere questa prestazione a titolo gratuito. Questa è l’equità di accesso alle cure”.
Un ultimo tema, oggi centrale: come è cambiata la comunicazione medicosanitaria in un panorama, come quello attuale, dove è frequente incorrere in fake news?
“Ogni giorno assistiamo al dilagare di fake news. Questo induce i professionisti ad adottare un impegno sicuramente maggiore rispetto al passato nel cercare di veicolare delle informazioni corrette e, soprattutto, sgretolare i falsi miti che circolano. È chiaro che in tema comunicativo esistono delle linee guida di tipo etico e quindi è sempre importante, quando si fa una comunicazione di massa, avere una sorta di autorizzazione circa i contenuti e le modalità da parte del proprio ordine. Inoltre non va dimenticato che dal punto di vista normativo ci sono delle leggi ben precise che regolano la pubblicità sanitaria. Detto questo, l’importanza di comunicare in maniera corretta oggi richiede un impegno solido, perché è importante che i cittadini siano sempre più consapevoli di ciò che è informazione scientifica sanitaria e ciò che, invece, va contro questo messaggio”.
Cos’è l’ECM?
L’ECM è il processo attraverso il quale il professionista della salute si mantiene aggiornato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale. La formazione continua in medicina comprende l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità e attitudini utili a una pratica competente ed esperta.
I professionisti sanitari hanno l’obbligo deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze per offrire una assistenza qualitativamente utile. Prendersi, quindi, cura dei propri pazienti con competenze aggiornate, senza conflitti di interesse, in modo da poter essere un buon professionista della sanità.

