L’intervista di Qui Salute Magazine a Massimo Pedersoli
È l’ultima impresa di Massimo Pedersoli, giovane camminatore genovese che ha attraversato l’Europa da Genova a Capo Nord per promuovere un progetto di solidarietà.
Un viaggio di 6.560 chilometri, 234 giorni di cammino, tre paia di scarpe consumate e un grande obiettivo solidale: è l’impresa di Massimo Pedersoli, il 38enne genovese che ha attraversato l’Europa da Genova a Capo Nord a piedi. Un’avventura sportiva e solidale, “E1VVAI! Un cammino superbo,” che ha catturato l’attenzione e l’ammirazione di molti, fino a essere celebrata a Palazzo Tursi dal Comune di Genova, Capitale Europea dello Sport 2024.
Un cammino lungo per aiutare i più piccoli
La marcia di Massimo si è sviluppata lungo il Sentiero Europeo E1, un percorso che va dalla Norvegia alla Sicilia attraversando sette Paesi europei. “E1VVAI! Un cammino superbo” ha unito l’amore per il trekking e la natura con un forte impegno verso i bambini fragili e le loro famiglie. Obiettivo del suo viaggio è raccogliere fondi per il progetto di psicomotricità “Goccia dopo Goccia,” il progetto di psicomotricità a cura dell’associazione Il Cucciolo che si tiene alle piscine di Pra’ a Genova, rivolto a 40 tra bambine e bambini fragili di età compresa tra i 2 e i 15 anni. Un progetto esteso anche ad Imperia dall’associazione L’Amore È. “Ho scelto di sostenere queste famiglie per alleviare i costi delle terapie, che in gran parte sono ancora a carico loro,” ha dichiarato Pedersoli. Questo cammino è stato quindi un’occasione per ricordare quanto sia importante offrire a ogni bambino, anche con disabilità, l’opportunità di un percorso riabilitativo, di inclusione e di crescita attraverso lo sport.
La solidarietà che incontra l’ospitalità nordica
Attraversando paesi scandinavi e comunità nordiche, Massimo ha raccontato di essere stato accolto calorosamente. “Mi sono innamorato della gentilezza del popolo svedese e dell’unione tra i popoli del Nord,” ha ricordato, aggiungendo che l’incontro con persone generose lungo il percorso è stato una delle esperienze più preziose. Tra i suoi compagni di viaggio c’è stato anche Christopher, un giovane camminatore svedese che ha accompagnato Pedersoli per una settimana, regalando scarpe nuove e provviste al momento della loro separazione.
Una sfida anche contro la natura
Il cammino ha messo Pedersoli alla prova sia fisicamente sia psicologicamente, con momenti duri resi ancora più intensi dalle condizioni climatiche avverse. “La difficoltà maggiore è stata il giorno prima di arrivare a Capo Nord, su un altopiano battuto dal vento e dalla grandine,” ha raccontato. Tuttavia, l’amore per la natura e la sensazione di essere un semplice ospite di fronte alla sua maestosità gli hanno dato forza. “Questa esperienza mi ha ricordato quanto siamo piccoli di fronte alla natura e quanto dovremmo rispettarla di più.”
Un impegno che continua
Anche dopo aver completato il cammino, Pedersoli non intende fermarsi. La raccolta fondi a favore di “Goccia dopo Goccia” resterà aperta fino alla fine dell’anno, con l’obiettivo di offrire supporto costante alle famiglie coinvolte. La cerimonia di consegna del ricavato è prevista per gennaio 2025 durante un evento di nuoto, e nel frattempo verrà venduto un calendario celebrativo per sostenere il progetto.
Uno spirito che ispira nuovi traguardi
Il cammino di Massimo Pedersoli è un esempio di come lo sport possa diventare uno strumento di solidarietà, sensibilizzazione e inclusione. “È stata un’avventura che ha permesso alle famiglie coinvolte di sentirsi meno sole e sostenute,” ha detto Pedersoli, invitando tutti a dare il proprio contributo. “Non è necessario camminare fino a Capo Nord, ma ognuno può fare la sua parte.” Oltre al viaggio appena concluso, Pedersoli ha già in mente nuove sfide: dall’attraversamento della Svezia in estate fino a un progetto ambizioso che lo porterà da Genova a Pechino, per continuare a promuovere la consapevolezza sui temi dell’autismo e della disabilità. Nel frattempo, sarà tra i protagonisti del prossimo Convegno di Medicina dello Sport, dove condividerà la sua esperienza e i suoi insegnamenti.
Quella di Massimo Pedersoli è una storia che unisce determinazione e solidarietà, portando un messaggio di speranza per un mondo dove lo sport possa davvero essere inclusivo, senza barriere

