Un investimento sul futuro della cure, ma soprattutto sulla dignità delle persone. La Fondazione Gigi Ghirotti annuncia un progetto ambizioso e strategico: l’acquisizione dell’immobile che ospita l’Hospice di Albaro, in via Montallegro a Genova. Un’operazione da oltre 2,5 milioni di euro che punta a garantire stabilità e sviluppo alle cure palliative sul territorio, rafforzando un presidio sanitario fondamentale per la comunità.
L’iniziativa nasce da una visione del professor Franco Henriquet, fondatore e presidente della Fondazione Gigi Ghirotti e da sempre punto di riferimento nel settore. L’obiettivo è chiaro: consolidare l’attività dell’Hospice e, allo stesso tempo, ampliare i servizi grazie a nuovi spazi e progettualità. Il piano economico prevede una raccolta fondi distribuita nel triennio 2026-2028, coinvolgendo istituzioni, imprese e cittadini.
Un presidio essenziale per la salute e la qualità della vita
Le cure palliative rappresentano una componente fondamentale del sistema sanitario, perché mettono al centro la persona nella fase più delicata della vita. Non si tratta solo di assistenza medica, ma di un approccio globale che include supporto psicologico, accompagnamento familiare e gestione del dolore.
In questo contesto, l’Hospice di Albaro svolge un ruolo cruciale: con 18 posti letto, accoglie pazienti oncologici e persone affette da patologie neurodegenerative come la SLA. Nel 2024 ha assistito quasi 200 pazienti, grazie al lavoro di un’équipe composta da professionisti sanitari e volontari.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che evidenzia come le cure palliative siano “una parte essenziale del diritto alla salute”, capaci di garantire qualità della vita e vicinanza nei momenti più complessi. Dello stesso avviso il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, che definisce la Fondazione “un modello di assistenza che unisce professionalità e umanità”.
Gigi Ghirotti, nuovi spazi e servizi per rispondere ai bisogni emergenti
L’acquisizione dell’immobile permetterà di ampliare la struttura fino a oltre 4.400 metri quadrati, con 548 mq aggiuntivi destinati a nuovi servizi. Tra questi, la creazione di un vero e proprio polo sanitario dedicato alle cure palliative.
I nuovi spazi ospiteranno attività terapeutiche, supporto psicologico specializzato e servizi di segretariato sociale. Particolare attenzione sarà dedicata ai pazienti affetti da Alzheimer e alle loro famiglie, rispondendo a una domanda in costante crescita.
Un’altra novità rilevante è l’apertura, prevista da settembre, di un ambulatorio per la terapia del dolore. Questo servizio consentirà una presa in carico più rapida e mirata dei pazienti, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’accesso alle cure. Sarà inoltre attivata una rete di telemedicina per supportare chi vive nelle aree più difficili da raggiungere, rafforzando l’assistenza territoriale.
Un impatto sociale concreto e misurabile
Dal 1984, la Fondazione Gigi Ghirotti assiste gratuitamente circa 2.000 pazienti e famiglie ogni anno, su un bacino di circa 700.000 abitanti. Numeri che raccontano una realtà solida, sostenuta da 95 professionisti e oltre 280 volontari.
Ma l’impatto non è solo quantitativo. Secondo la valutazione SROI (Social Return on Investment), ogni euro investito nella Fondazione genera un valore sociale di 3,3 euro. Un dato che conferma l’efficacia del modello e l’importanza di continuare a investire in questo tipo di servizi.
Una sfida che coinvolge tutta la comunità
Per sostenere l’operazione, la Fondazione ha lanciato una campagna di raccolta fondi rivolta in particolare al tessuto imprenditoriale locale. Le aziende potranno contribuire simbolicamente acquistando “metri quadri di cura”, diventando parte attiva di un progetto ad alto valore sociale.
L’acquisizione dell’Hospice di Albaro non è solo un intervento strutturale, ma un investimento collettivo sul futuro della sanità territoriale. In un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione e le malattie croniche sono in aumento, rafforzare la rete delle cure palliative significa costruire una società più attenta, inclusiva e capace di prendersi cura delle proprie fragilità.

