Le Case di Comunità rappresentano uno dei pilastri della riforma della sanità territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo è avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, offrendo in un’unica sede assistenza medica, infermieristica, specialistica e servizi sociosanitari, riducendo al tempo stesso la pressione sugli ospedali e sui Pronto Soccorso.
Case di Comunità, il sopralluogo dei rappresentanti del Partito Democratico Liguria
Proprio sullo stato di attuazione di questo nuovo modello si è concentrato il sopralluogo effettuato ieri dai rappresentanti del Partito Democratico Liguria presso le Case di Comunità del Trucco, in Valpolcevera, e del Celesia, a Rivarolo. Durante la visita è stato espresso un ringraziamento agli operatori sanitari, definiti il vero punto di forza del sistema, per l’impegno con cui continuano a garantire l’assistenza ai cittadini nonostante le difficoltà organizzative.
Secondo quanto evidenziato dalla delegazione, però, la situazione presenta ancora numerose criticità. Le strutture, realizzate grazie ai finanziamenti del PNRR, appaiono moderne, rinnovate e dotate di spazi adeguati, ma una parte significativa degli ambienti non sarebbe ancora pienamente utilizzata. Diverse attività previste dal progetto originario non sarebbero ancora partite e la cronica carenza di personale continuerebbe a rallentare l’effettivo sviluppo della sanità territoriale.


La situazione dell’Ospedale di Comunità Celesia
Particolarmente significativa, secondo il PD Liguria, la situazione dell’Ospedale di Comunità del Celesia. La struttura è stata inaugurata alla fine di marzo con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la presa in carico dei pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero tradizionale ma hanno comunque bisogno di assistenza sanitaria continuativa. Attualmente, tuttavia, gran parte dei posti letto risulterebbe ancora inutilizzata, mentre molti cittadini potrebbero beneficiare di questo tipo di percorso assistenziale.
Le Case di Comunità nascono infatti per offrire servizi integrati come ambulatori specialistici, medici di medicina generale, infermieri di famiglia e di comunità, Punto Unico di Accesso (PUA), cure domiciliari e attività di prevenzione. Nel caso della Casa di Comunità Celesia sono già previsti numerosi servizi, tra cui cardiologia, neurologia, ortopedia, diabetologia, dermatologia, pneumologia, urologia e un ambulatorio medico ad accesso diretto, oltre ai servizi dedicati all’assistenza domiciliare.
Anche la nuova Casa di Comunità Hub della Valpolcevera, all’ex Trucco, è stata progettata per concentrare in un’unica sede numerosi servizi sanitari e sociosanitari, con l’obiettivo di garantire una presa in carico multidisciplinare dei pazienti. La struttura comprende spazi dedicati agli ambulatori specialistici, agli infermieri di famiglia, ai consultori, ai servizi vaccinali, alla Centrale Operativa Territoriale e alle cure domiciliari.
Il dibattito si sposta sull’effettiva operatività delle strutture
Il dibattito si concentra ora sulla fase successiva alla realizzazione degli edifici. Se da un lato le infrastrutture sono ormai una realtà, dall’altro resta aperta la sfida più complessa: renderle pienamente operative attraverso l’assunzione di personale sanitario, l’attivazione di tutti i servizi previsti e un’organizzazione capace di rispondere in modo efficace ai bisogni della popolazione.
Perché il modello della sanità di prossimità possa esprimere tutto il suo potenziale, infatti, non basta costruire nuove strutture: occorre garantire che siano realmente funzionanti, accessibili e in grado di offrire risposte concrete ai cittadini ogni giorno.
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