Negli ultimi anni il sistema sanitario italiano si trova ad affrontare una sfida sempre più complessa: garantire l’accesso alle terapie innovative mantenendo allo stesso tempo la sostenibilità economica del sistema pubblico. In questo contesto si inserisce la riforma organizzativa dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che in questi giorni ha introdotto una nuova Commissione scientifica ed economica del farmaco (CSE).
La novità principale consiste nella fusione di due organismi precedenti – la Commissione Tecnico-Scientifica (CTS) e il Comitato Prezzi e Rimborso (CPR) – in un’unica struttura incaricata di valutare contemporaneamente il valore clinico dei medicinali e le condizioni economiche di accesso al rimborso pubblico.
L’obiettivo dichiarato è semplificare i processi decisionali e rendere più rapido l’accesso ai farmaci innovativi nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Perché era necessaria una riforma
Il contesto economico e sanitario ha reso sempre più urgente una revisione del sistema decisionale sui farmaci. Secondo i dati del rapporto OsMed dell’AIFA, la spesa farmaceutica complessiva in Italia ha raggiunto 37,2 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 2,8% rispetto al 2023. Di questa cifra, circa 26,8 miliardi sono a carico della spesa pubblica, pari al 72% del totale.
Allo stesso tempo, la spesa sostenuta direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale continua a crescere, superando i 23 miliardi di euro nel 2024 (+6,7% rispetto all’anno precedente).
Questo aumento è legato a diversi fattori:
- l’invecchiamento della popolazione
- la diffusione delle malattie croniche
- l’arrivo di terapie altamente innovative e spesso molto costose, come alcuni farmaci oncologici o le terapie avanzate.
In questo scenario, il sistema decisionale deve riuscire a conciliare due obiettivi fondamentali: favorire l’innovazione terapeutica e controllare la spesa sanitaria pubblica.
Che cos’è la nuova Commissione scientifica ed economica del farmaco
La nuova Commissione dell’AIFA riunisce in un unico organismo competenze che prima erano divise tra due strutture.
In termini pratici, questo significa che lo stesso organo valuta:
- L’efficacia e la sicurezza clinica dei farmaci
- Il loro valore terapeutico aggiunto rispetto alle terapie esistenti
- Il prezzo negoziato con le aziende farmaceutiche
- Le condizioni di rimborsabilità da parte del SSN
La commissione partecipa inoltre alla definizione di elementi cruciali per l’uso dei medicinali, come: - Il “place in therapy”, cioè il ruolo del farmaco nel percorso terapeutico
- Eventuali limitazioni alla prescrizione (ad esempio solo da parte di specialisti)
- L’uso di registri di monitoraggio o piani terapeutici per garantire appropriatezza e sicurezza.
Le valutazioni scientifiche tengono conto anche delle indicazioni delle agenzie regolatorie europee, in particolare dell’European Medicines Agency (EMA).
L’obiettivo: decisioni più rapide e integrate
Uno dei principali motivi della riforma è migliorare l’efficienza del processo decisionale.
In passato il percorso di un nuovo farmaco prevedeva due passaggi distinti:
valutazione scientifica
negoziazione economica e decisione sulla rimborsabilità.
Questo sistema poteva allungare i tempi decisionali. Con la nuova struttura, invece, valutazione clinica ed economica vengono discusse nello stesso processo, favorendo decisioni più coordinate.
Secondo il rapporto sulle attività dell’AIFA, nel solo 2024 l’agenzia ha gestito centinaia di procedure regolatorie e oltre 800 autorizzazioni di medicinali, segno di un sistema sempre più complesso che richiede strumenti decisionali più efficienti.*
Cosa significa per i cittadini
Per i pazienti le conseguenze della riforma non sono immediatamente visibili, ma possono avere un impatto concreto nel medio periodo.
- Possibile accesso più rapido ai farmaci innovativi
Un processo decisionale più integrato potrebbe ridurre i tempi tra l’autorizzazione europea di un farmaco e la sua disponibilità nel SSN. - Maggiore attenzione al valore terapeutico
Il sistema punta a premiare i farmaci che dimostrano un reale vantaggio clinico rispetto alle terapie esistenti, soprattutto nelle malattie gravi o rare. - Uso più controllato dei farmaci ad alto costo
Per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, alcuni medicinali potrebbero essere soggetti a criteri di prescrizione più specifici, registri di monitoraggio o piani terapeutici.
Una sfida tra innovazione e sostenibilità
La riforma dell’AIFA riflette un problema comune a molti sistemi sanitari europei: come gestire l’arrivo di terapie sempre più avanzate senza compromettere l’equilibrio finanziario della sanità pubblica.
La nuova Commissione scientifica ed economica del farmaco rappresenta quindi un tentativo di integrare valutazione scientifica e sostenibilità economica nello stesso processo decisionale.
Se questo modello riuscirà davvero ad accelerare l’accesso ai farmaci mantenendo il controllo della spesa sanitaria sarà possibile valutarlo solo nei prossimi anni, osservando l’evoluzione dei tempi di approvazione e l’impatto sul Servizio Sanitario Nazionale.

