A Candiolo la più grande biobanca vivente d’Italia: grande passo in avanti per le cure oncologiche

L’Istituto Nazionale Oncologico di Candiolo compie un nuovo passo nella ricerca contro il cancro con la realizzazione della più grande biobanca vivente italiana dedicata alla ricerca scientifica. Il progetto, presentato al Ministero della Salute durante le celebrazioni per i trent’anni dell’Istituto, prevede una struttura di circa 3.000 metri quadrati destinata a custodire migliaia di campioni biologici, tra cui tessuti, sangue, plasma, Dna, saliva e feci.

Candiolo, l’obiettivo è lo sviluppo della medicina di precisione

L’obiettivo è accelerare lo sviluppo della medicina di precisione, un approccio che punta a individuare la terapia più efficace sulla base delle caratteristiche biologiche e genetiche del singolo paziente e del tumore.

“La vera sfida dell’oncologia moderna è curare ogni paziente con trattamenti sempre più mirati”, ha spiegato la direttrice scientifica Anna Sapino. La nuova biobanca sarà il cuore del progetto Biolife, una piattaforma che riunisce anche il Centro Organoidi, il Centro di Omiche Avanzate e il sistema di raccolta dei dati clinici, creando un ecosistema integrato per la ricerca.

Cure oncologiche e biobanca: l’innovazione è ricreare in laboratorio gli organoidi

Tra le innovazioni più importanti c’è la possibilità di ricreare in laboratorio gli organoidi tumorali, modelli che riproducono fedelmente il tumore del paziente. Questo consentirà ai ricercatori di studiarne il comportamento e testare numerosi farmaci prima della somministrazione, individuando le terapie più adatte in base alle specifiche caratteristiche molecolari della malattia.

Il progetto guarda anche alla farmacogenomica con la realizzazione di un “passaporto farmacogenomico”, una sorta di carta d’identità genetica che permetterà di comprendere come ogni paziente metabolizza i farmaci. Uno strumento che potrà rendere più sicure ed efficaci non solo le terapie oncologiche, ma anche altri trattamenti, come antibiotici e farmaci gastroprotettori, riducendo il rischio di cure inefficaci o di effetti indesiderati.

Con questa nuova infrastruttura, Candiolo punta a diventare un punto di riferimento internazionale nello sviluppo di cure sempre più personalizzate, rafforzando il ruolo della ricerca italiana nella lotta contro il cancro.

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