La pelle ha memoria (anche di quello che non ricordiamo): intervista al Dott. Zamboni

Ci proteggiamo dal sole quando siamo al mare, ma dimentichiamo che la pelle “registra” ogni esposizione, anche quelle distratte. Ne parliamo con il dermatologo Riziero Zamboni, per capire cosa succede davvero alla nostra pelle nel tempo.

Dottor Zamboni, si dice che la pelle abbia memoria. È una metafora o una realtà clinica?

È una realtà molto concreta. La pelle accumula nel tempo i danni causati dai raggi UV, anche quelli presi senza accorgercene: mentre camminiamo, guidiamo, lavoriamo vicino a una finestra. Non è solo una questione estetica: questo “archivio” invisibile può tradursi, negli anni, in invecchiamento precoce ma anche in patologie più serie.

Quindi non è solo il sole “intenso” a fare danni?

Esatto. Il problema maggiore è proprio la somma delle piccole esposizioni quotidiane. Dieci minuti al giorno senza protezione, per anni, possono avere un impatto significativo. È un errore pensare che la protezione serva solo in spiaggia.

C’è un segnale precoce che la pelle ci manda quando qualcosa non va?

Sì, ma spesso lo ignoriamo. Macchie che cambiano, rossori persistenti, pelle che si assottiglia o che reagisce in modo insolito al sole. La pelle comunica molto, ma serve attenzione per ascoltarla.

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Dott. Riziero Zamboni

Parliamo di protezione: SPF alto sempre, o dipende?

Dipende dal fototipo e dal contesto, ma oggi la tendenza è chiara: meglio una protezione adeguata e costante piuttosto che intermittente. Non serve solo un SPF alto, ma anche riapplicarlo e usarlo correttamente. E soprattutto: non deve essere vissuto come un “extra”, ma come parte della routine quotidiana.

Molti pensano che la crema solare impedisca di abbronzarsi. È vero?

No, è un mito. La protezione solare filtra i raggi dannosi, ma permette comunque alla pelle di abbronzarsi, in modo più graduale e sano. L’abbronzatura “veloce” spesso è una risposta di difesa a un danno.

C’è qualcosa di controintuitivo che le persone dovrebbero sapere sulla pelle?

Sì: la pelle non dimentica, ma può migliorare se la trattiamo bene. Anche dopo anni di esposizione scorretta, cambiare abitudini ha un impatto positivo. Non è mai “troppo tardi” per iniziare a proteggerla.

Un consiglio semplice ma davvero efficace?

Osservare la propria pelle con regolarità. Non serve essere esperti: basta notare cosa cambia. È il primo passo per prevenire.

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