Una nuova variante del COVID-19 sta attirando l’attenzione degli esperti. Si chiama BA.3.2, ma è stata ribattezzata “Cicada”, e nelle ultime settimane si sta diffondendo soprattutto negli Stati Uniti.
Individuata per la prima volta in Sudafrica alla fine del 2024, presenta diverse mutazioni. Al momento non ci sono segnali che sia più pericolosa delle precedenti, ma potrebbe essere più veloce nel diffondersi e in grado di aggirare, almeno in parte, le difese immunitarie.
Cos’è la variante Covid “Cicada“
BA.3.2 appartiene alla famiglia di Omicron e ha iniziato a circolare già a fine 2024, quando è stata isolata da un campione respiratorio in Sudafrica. Per mesi è rimasta poco visibile, per poi emergere con più forza nel corso del 2025. Ciò che la distingue dalle altre varianti è soprattutto l’elevato numero di mutazioni.
Mutazioni e vaccini: cosa cambia
Secondo gli esperti, Cicada presenta tra le 70 e le 75 modifiche sulla proteina Spike, cioè quella che il virus utilizza per entrare nelle cellule e che rappresenta il principale bersaglio dei vaccini.
Queste variazioni potrebbero rendere meno immediata la risposta del sistema immunitario. Nonostante ciò, i vaccini aggiornati — basati sul lignaggio JN.1 — continuano a offrire una buona protezione, soprattutto contro le forme gravi, anche se con una risposta leggermente meno rapida.
Dove si sta diffondendo
La variante ha iniziato a circolare a livello globale nel 2025 e, a febbraio 2026, risultava già presente in 23 Paesi. Negli Stati Uniti il primo caso è stato individuato nel giugno 2025 in un viaggiatore, ma da lì si è diffusa rapidamente, comparendo anche nelle acque reflue e in diversi pazienti distribuiti in numerosi Stati. La sua capacità di mutare velocemente è uno dei fattori che le permette di continuare ad adattarsi e circolare.
Rischi e precauzioni
Ad oggi non ci sono prove che BA.3.2 provochi sintomi più gravi rispetto alle varianti più recenti. Tuttavia, la sua distanza genetica potrebbe favorire nuovi contagi, soprattutto tra chi non ha una protezione immunitaria aggiornata.
Per questo restano fondamentali le solite regole:
- proteggere le persone più fragili
- restare a casa in caso di sintomi
- curare igiene e comportamenti (mani, tosse, ecc.)
Il parere di Pregliasco
Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, la comparsa di nuove varianti non è una sorpresa. Il virus è ormai endemico e continuerà a circolare ancora per anni, con ondate periodiche di contagi.
La sua capacità di mutare, spiega, è diventata un vantaggio evolutivo, rendendo il comportamento del virus sempre più simile a quello dell’influenza.
Anche per la variante Cicada, il rischio principale è legato alla possibilità di nuove ondate, anche fuori stagione, ma con quadri clinici generalmente meno severi. Quanto all’Italia, l’arrivo è considerato probabile, anche per via dei continui spostamenti internazionali.
Vaccini: perché restano importanti
Il richiamo vaccinale continua a essere utile perché “riattiva” il sistema immunitario, soprattutto nelle persone più fragili. Per la popolazione generale, una vaccinazione annuale — simile a quella antinfluenzale — può essere una strategia efficace. In ogni caso, la prevenzione di base resta centrale: attenzione ai sintomi, protezione dei più vulnerabili e buone abitudini quotidiane.

