Sarà la Regione Piemonte a farsi carico delle spese relative ai farmaci e ai dispositivi necessari per la somministrazione nel percorso di suicidio medicalmente assistito. È quanto emerge dalle nuove linee di indirizzo regionali, trasmesse nelle scorse ore a tutte le Asl piemontesi tramite una circolare ufficiale.
La notizia è stata riportata dai quotidiani La Repubblica e La Stampa, che danno conto di un passaggio ritenuto significativo nell’applicazione delle indicazioni fissate dalla giurisprudenza sul fine vita.
La circolare regionale dopo un caso in Piemonte
La circolare regionale arriva dopo il caso di un paziente seguito dall’Asl To4, nell’area tra Chivassese e Canavese. L’uomo, pur avendo ottenuto la verifica positiva di tutti i requisiti previsti dalla normativa, si era visto negare la possibilità di ricevere i farmaci necessari. L’azienda sanitaria aveva infatti comunicato di non poter “fornire, prescrivere o consegnare farmaci o sostanze potenzialmente utilizzabili” nella procedura di suicidio medicalmente assistito.
La regione è intervenuta con nuove indicazioni
Una posizione che ha spinto la Regione a intervenire per chiarire competenze e responsabilità. Nel documento inviato alle Asl viene infatti richiamata esplicitamente la recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha ribadito il perimetro entro cui il Servizio sanitario pubblico è tenuto a operare in questi casi.
Con le nuove indicazioni, il Piemonte stabilisce quindi che i costi dei farmaci e dei dispositivi per la loro somministrazione non ricadano sui pazienti, ma siano sostenuti dal sistema sanitario regionale, nel rispetto delle condizioni fissate dalla legge e dalla Consulta. Un passaggio che punta a rendere più uniforme l’applicazione delle decisioni sul territorio e a evitare interpretazioni divergenti tra le diverse aziende sanitarie.

