Le cardiopatie congenite colpiscono circa 8 neonati su 1.000

Malformazioni comuni e rischi correlati

Le cardiopatie congenite sono tra le più frequenti alla nascita, con circa 8 casi ogni 1.000 neonati. Un quarto di questi bambini presenta difetti cardiaci gravi che richiedono interventi entro i primi mesi di vita. Sebbene molti neonati nascano con un pese nella norma, chi è affetto da forme moderate o gravi può sviluppare malnutrizione e ritardi nella crescita, con conseguenze sul recupero post-operatorio e sull’esisto degli interventi.

Perché i bambini affetti da cardiopatie congenite rischiano la malnutrizione?

Nei neonati cardiopatici, il fabbisogno energetico è elevato a causa dello sforzo del cuore e dei muscoli respiratori. Spesso, l’alimentazione è difficoltosa per affaticamento, problemi di deglutizione o senso di sazietà precoce.
Anche alcuni farmaci possono ridurre l’appetito, mentre patologie associate, come la Sindrome di Down, possono ostacolare la crescita.

Garantire un’alimentazione adeguata ai neonati con cardiopatie congenite è fondamentale per affrontare al meglio interventi chirurgici o procedure emodinamiche. L’avvio precoce dell’alimentazione, entro 24 ore dal ricovero nei neonati stabili, aiuta a migliorare il peso e a ridurre complicanze post-operatorie. Dopo l’intervento, anche piccole quantità di latte possono favorire una ripresa più rapida.

Il latte materno resta la scelta migliore perchè facilita la digestione, sostiene il sistema immunitario e riduce i rischi di infezioni intestinali. Tuttavia, la separazione madre-neonato e lo stress ospedaliero possono ostacolare l’allattamento. In questi casi, il latte donato rappresenta un’alternativa valida, garantendo nutrienti essenziali per la crescita e lo sviluppo del bambino.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli