Il primo Piano strategico nazionale per la salute del cuore è stato recentemente lanciato in Italia, grazie alla collaborazione della Federazione Italiana di Cardiologia (Fic), della Società Italiana di Cardiologia (Sic) e dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), con il supporto della Società Europea di Cardiologia.
Screening obbligatori e elettrocardiogrammi annuali per gli over 65
In Italia, le malattie cardiache causano oltre 220.000 decessi annui, un dato superiore alla media europea di 7.000 decessi ogni 100.000 abitanti. L’incidenza è particolarmente preoccupante, e si stima che i costi diretti e indiretti legati a queste patologie abbiano superato i 20 miliardi di euro nel 2021.
Il piano ha come obbiettivo la riduzione dell’incidenza di malattie cardiovascolari promuovendo screening obbligatori a partire dai 18 anni per il colesterolo e la pressione arteriosa, elettrocardiogrammi annuali per gli over 65 e l’implementazione di aree pubbliche nelle città che incoraggiano l’attività fisica.
Promozione dell’attività fisica con spazi pubblici e aree urbane riqualificate
Il piano prevede l’introduzione di percorsi di cura chiari e omogenei, la digitalizzazione dei servizi sanitari, e campagne di sensibilizzazione in scuole e luoghi di lavoro. La prevenzione è fondamentale, poiché il 40% dei nuovi casi di malattie cardiovascolari e il 50% dei decessi possono essere evitati, essendo legati a fattori di rischio modificabili come il fumo, una dieta poco salutare, la sedentarietà e il colesterolo alto.
Inoltre il piano mira a sensibilizzare la popolazione sui principali fattori di rischio cardiovascolari, puntando su campagne di disincentivazione del fumo, educazione alimentare e promozione dell’attività fisica. Si insiste molto sulla riduzione della sedentarietà, attraverso la riqualificazione di aree urbane dedicate a piste ciclabili e la promozione di spazi ricreativi in parchi pubblici che incoraggiano l’attività fisica.
Il piano si concentra anche sull’eliminazione delle disuguaglianze regionali nell’accesso alle cure, al fine di garantire equità in tutto il paese.

