USA, in via di definizione l’antidoto universale per il veleno dei serpenti

I ricercatori dello Scripps Research Institute, istituto di spicco nel campo della ricerca biomedica con sede in California, hanno compiuto un significativo passo avanti nella lotta contro i veleni dei serpenti. Attraverso un importante sforzo di studio e sviluppo, sono riusciti a creare un antidoto altamente efficace capace di neutralizzare le tossine mortali presenti nei veleni di una vasta gamma di serpenti, tra cui i temibili mamba nero e cobra reale.

I risultati della ricerca

Questo risultato è emerso da una serie di test condotti su modelli animali, in particolare topi, i quali hanno dimostrato che l’anticorpo sviluppato non solo previene la morte degli animali esposti al veleno, ma li protegge anche dalla paralisi, un effetto collaterale comune e estremamente pericoloso delle morsi di serpente velenosi.

Nonostante i significativi progressi raggiunti nello sviluppo di un anticorpo capace di neutralizzare i veleni di una vasta gamma di serpenti, emerge un punto importante: questo anticorpo non è efficace contro il veleno delle vipere. Questo sottolinea la complessità della sfida nel creare un antidoto universale e indica la necessità di un approccio più sofisticato.

Per superare questa limitazione, i ricercatori dovranno adottare un approccio più ampio, probabilmente creando un cocktail di diversi anticorpi che possano agire in sinergia per neutralizzare i veleni di un’ampia varietà di serpenti. Questo obiettivo, se raggiunto, rappresenterebbe un passo fondamentale nella lotta contro le morsi di serpente, specialmente nelle regioni dell’Asia e dell’Africa dove le fatalità causate da tali incidenti sono più comuni.

Il team di ricerca, guidato da Joseph Jardine, si è ispirato ai successi ottenuti nei loro precedenti studi sui vaccini contro il virus dell’HIV. Hanno riconosciuto che, simile all’HIV, le tossine dei serpenti presentano regioni conservate che rimangono costanti da una specie all’altra. Questo rende tali regioni obiettivi ideali per lo sviluppo di anticorpi mirati, aprendo la strada a nuove strategie e approcci nella ricerca di un antidoto universale contro i veleni dei serpenti.

Un passo avanti importante

Attraverso un’analisi approfondita delle proteine presenti nei veleni di una vasta gamma di serpenti, gli autori dello studio hanno individuato una specifica tossina, conosciuta come “tossina a tre dita” o 3FTx, che mostra segmenti altamente simili tra le diverse specie di serpenti. Sfruttando questa somiglianza, i ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione su questa tossina come possibile bersaglio per lo sviluppo di un antidoto universale.

Una volta identificato il bersaglio, i ricercatori hanno adottato un’approccio innovativo, impiegando tecnologie avanzate per cercare tra una vasta libreria di oltre 50 miliardi di possibili anticorpi umani quello in grado di legarsi efficacemente alla tossina 3FTx. Attraverso questo processo selettivo, sono stati individuati circa 3.800 candidati promettenti.

Successivamente, tra questi candidati, sono stati identificati 30 anticorpi capaci di riconoscere più di una variante di 3FTx. Tuttavia, un anticorpo in particolare, denominato 95Mat5, ha mostrato un’eccezionale capacità di legarsi efficacemente a tutte le varianti testate della tossina 3FTx. Questo anticorpo ha dimostrato di essere estremamente promettente e potrebbe costituire la base per lo sviluppo di un antidoto universale contro i veleni dei serpenti.

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