La chirurgia della colonna vertebrale ha vissuto, negli ultimi anni, una vera e propria rivoluzione. Merito dell’innovazione tecnologica, che ha permesso di migliorare l’accuratezza degli interventi, ridurre i rischi e rendere l’esperienza del paziente sempre meno traumatica.
Nel nuovo episodio di “La cura inizia dall’ascolto”, il format di Qui Salute Magazine in onda su Radio Nostalgia, ne abbiamo parlato con il Dott. Mattia Bruzzo, neurochirurgo spinale, che ci ha illustrato come la tecnologia abbia trasformato radicalmente l’approccio alla chirurgia vertebrale.
“Sicuramente la tecnologia che ha cambiato di più la chirurgia della colonna vertebrale è la neuronavigazione – spiega il dottor Bruzzo –. Grazie all’utilizzo di robot e computer, oggi è possibile ottenere un posizionamento estremamente preciso dei mezzi di sintesi, con margini di errore inferiori al millimetro.”
Una precisione che si traduce in sicurezza: il margine di errore umano si riduce in modo significativo, aumentando l’affidabilità degli interventi anche in zone delicate e complesse come quelle della colonna vertebrale.
“Questo ci permette non solo di operare con maggiore tranquillità – prosegue Bruzzo – ma anche di adottare approcci sempre meno invasivi, come quelli per via percutanea, che riducono l’impatto chirurgico sul corpo del paziente.”
Il progresso tecnologico, quindi, non è fine a sé stesso, ma rappresenta un vero alleato nella costruzione di una chirurgia più evoluta, orientata alla massima precisione e al minor trauma possibile.
La neuronavigazione, in particolare, ha segnato un punto di svolta: da tecnica d’avanguardia è diventata oggi uno standard operativo in molte strutture d’eccellenza, aprendo la strada a un futuro in cui la tecnologia sarà sempre più integrata con l’expertise del chirurgo.
Puoi riascoltare l’intervista completa al Dott. Mattia Bruzzo su Radio Nostalgia, in replica sul palinsesto settimanale ogni martedì e venerdì, o recuperarla in streaming sul sito di Qui Salute, sul nostro canale YouTube e sui nostri canali social.
Il futuro della medicina passa da qui: dall’ascolto, dalla precisione, dalla tecnologia.

