mercoledì, Dicembre 10, 2025

Protesi monocompartimentale di ginocchio: il Dott. Ursino spiega quando e perché è la scelta giusta

L’artrosi di ginocchio è una delle principali cause di dolore e limitazione funzionale negli adulti, ma non sempre coinvolge tutta l’articolazione. In molti casi, la degenerazione interessa solo una porzione del ginocchio — spesso il comparto mediale — rendendo possibile un intervento più mirato: la protesi monocompartimentale.

Ne parliamo con il Dott. Nicola Ursino, chirurgo ortopedico responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Articolare Sostitutiva e Chirurgia Ortopedica C.A.S.C.O. presso l’IRCCS Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano,che ci spiega quando questa tecnica rappresenta la soluzione ideale per preservare la funzionalità naturale del ginocchio.

Dottor Ursino, che cos’è esattamente l’artrosi del ginocchio e in che modo può differire da paziente a paziente?

L’artrosi del ginocchio è una patologia degenerativa che comporta l’usura della cartilagine articolare. Non sempre però coinvolge tutta l’articolazione: può interessare uno, due o tutti e tre i comparti del ginocchio — mediale, laterale e femoro-rotuleo. Nella maggior parte dei casi, è il comparto mediale a essere colpito per primo.

Quando è possibile considerare l’impianto di una protesi monocompartimentale?

Questo tipo di protesi è indicato quando la degenerazione artrosica è limitata a un solo comparto e il resto dell’articolazione si presenta in buone condizioni. Devono però essere rispettati alcuni criteri anatomici fondamentali: il legamento crociato anteriore deve essere integro, il menisco controlaterale conservato e il patrimonio cartilagineo residuo deve risultare soddisfacente. In questi casi, si può intervenire esclusivamente sulla parte malata, preservando il resto del ginocchio.

Come avviene tecnicamente l’intervento?

L’intervento consiste nel rivestire la parte del condilo femorale e quella dell’emipiatto tibiale del comparto interno con componenti protesiche. Tra queste due superfici viene inserito un menisco artificiale in polietilene, un materiale plastico utilizzato da oltre quarant’anni nella chirurgia protesica, assolutamente sicuro e biocompatibile.

protesi
Dott. Nicola Ursino

Quali sono i principali vantaggi per il paziente rispetto a una protesi totale di ginocchio?

Il vantaggio più importante è che il ginocchio mantiene una biomeccanica più naturale. Il paziente avverte da subito una sensazione molto vicina a quella di un ginocchio fisiologico: maggiore stabilità, controllo del movimento e una percezione di sicurezza — per esempio, durante la discesa delle scale — nettamente superiore rispetto a una protesi totale. Inoltre, il decorso post-operatorio è più rapido e meno invasivo.

Tutti i pazienti artrosici possono essere candidati a questo tipo di intervento?

No, ed è fondamentale dirlo. Non tutti i pazienti con artrosi di ginocchio possono beneficiare della protesi monocompartimentale. Il “segreto” è nella corretta valutazione preoperatoria: bisogna identificare con precisione i soggetti che possiedono i requisiti anatomici e funzionali ideali. Per loro, la soddisfazione post-chirurgica è generalmente altissima.

In conclusione, quale messaggio si sente di dare a chi soffre di artrosi di ginocchio?

Non sempre è necessario “rifare” tutto il ginocchio. Oggi la chirurgia ortopedica offre soluzioni sempre più mirate e conservative. L’importante è rivolgersi a centri specializzati, dove la valutazione clinica e radiologica consenta di scegliere il trattamento più adatto al singolo paziente. In molti casi, una protesi monocompartimentale rappresenta una soluzione efficace, sicura e rispettosa della fisiologia del ginocchio.

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