Rottura del tendine d’Achille, l’intervista al Dott. Matteo Guelfi

Il tendine d’Achille, conosciuto anche come tendine calcaneare, è il più forte e il più grande tendine del corpo umano. Collega i muscoli del polpaccio, i gastrocnemio e il soleo, al calcagno, l’osso del tallone. Questa struttura è fondamentale per la deambulazione, il salto e la corsa, essendo responsabile della flessione plantare del piede. Nonostante la sua robustezza, il tendine d’Achille è soggetto a diverse patologie che possono compromettere seriamente la mobilità e la qualità della vita.
Ma come si tratta la rottura del tendine d’Achille? E come si svolge il percorso di riabilitazione post-operazione? Ne parliamo insieme al Dott. Matteo Guelfi, chirurgo ortopedico.

“La rottura del tendine d’Achille ha solitamente un’indicazione chirurgica, salvo in casi specifici in cui ci sono delle condizioni generali del paziente per cui è sconsigliato l’intervento chirurgico e per cui si può eseguire un trattamento conservativo”, spiega il Dott. Guelfi. “Tuttavia, il trattamento conservativo ha dei risultati funzionali peggiori, con un alto numero di nuove rotture e dei tempi di recupero molto più lunghi”.

Per quanto riguarda i tempi di recupero post-operazione “solitamente dopo un intervento chirurgico il paziente viene immobilizzato per 4-6 settimane. La riabilitazione può iniziare a 3 settimane dall’intervento” precisa il chirurgo ortopedico.