Lesione al midollo spinale, quattro pazienti tornano a camminare grazie a una ricerca italiana

Lo studio, condotto dal San Raffaele di Milano e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha restituito la deambulazione a quattro persone con lesione midollare completa grazie a una nuova modalità di stimolazione elettrica epidurale controllata dal movimento del tronco

Quattro giovani italiani con una lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa, privi della capacità di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe, sono tornati a camminare con l’aiuto di un deambulatore. Il risultato arriva da uno studio condotto dall’Irccs Ospedale San Raffaele e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, pubblicato sulla rivista scientifica Med (Cell Press), e rappresenta un nuovo passo avanti nella ricerca sulla stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale, una delle strategie più promettenti per il recupero delle funzioni motorie dopo una paralisi.

Come funziona la nuova tecnica

La novità individuata dai ricercatori riguarda il modo in cui viene attivato il passo: è sufficiente una lieve estensione volontaria del tronco, in media di circa 9 gradi, per modificare la risposta alla stimolazione senza dover intervenire sulle impostazioni dello stimolatore. Questo semplice gesto permette di passare dall’estensione della gamba — necessaria per reggere il peso del corpo — alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia, indispensabile per avanzare il passo. È quindi il paziente stesso, muovendo il busto, a contribuire attivamente al controllo del movimento.

“Questa strategia ha permesso un controllo volontario del movimento”, ha spiegato Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna, che ha guidato la ricerca insieme a Pietro Mortini, direttore dell’Unità di Neurochirurgia e Radiochirurgia Gamma Knife del San Raffaele.

I risultati dei test

I quattro protagonisti dello studio — tre uomini e una donna, tutti under 35, provenienti da Umbria, Marche e Lombardia — sono riusciti a mantenere la posizione eretta e a camminare senza assistenza manuale né sostegno del peso corporeo, completando sia il test dei 10 metri sia quello dei 6 minuti. Tre di loro hanno camminato per oltre 10 minuti consecutivi, mentre un partecipante ha percorso 132 metri in 42 minuti di cammino continuo, affrontando anche curve, pendenze e superfici esterne irregolari.

Perché è importante

Il risultato si inserisce in un filone di ricerca che negli ultimi anni ha già mostrato risultati incoraggianti sulla stimolazione epidurale del midollo spinale, ma la possibilità che sia il paziente stesso, con un gesto naturale come il movimento del busto, a guidare la transizione tra le fasi del passo apre a un controllo più autonomo e intuitivo del cammino assistito, con potenziali ricadute sulla riabilitazione di altre persone con lesioni midollari simili.

Photo: Ospedale San Raffaele

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