Il canto può diventare un prezioso alleato per le persone affette da Parkinson. Non solo per il benessere emotivo, ma anche per migliorare respirazione, controllo della voce e chiarezza del linguaggio, a condizione che venga affiancato da esercizi mirati di riscaldamento e rieducazione vocale.
L’interesse crescente nei confronti della cantoterapia
Negli ultimi anni l’interesse scientifico verso la cantoterapia è cresciuto in modo significativo, tanto da essere sempre più spesso indicata come possibile trattamento non farmacologico, in linea con i benefici già osservati con musica e danza. Oltre ai noti sintomi motori, infatti, il Parkinson provoca spesso disartria, rendendo la voce debole, monotona e faticosa, con un forte impatto sulla comunicazione e sulla qualità della vita.
A fare il punto è una revisione sistematica dell’Università di Derby, pubblicata sul British Medical Journal, che ha analizzato 23 studi internazionali. I dati indicano effetti positivi del canto su respirazione, produzione vocale e benessere psicologico. I benefici risultano maggiori quando il canto è associato a esercizi di respirazione, riscaldamento vocale e alla possibilità di eseguire brani graditi, fattore che aumenta coinvolgimento e continuità nella pratica.
I miglioramenti nelle persone affette da Parkinson
Secondo gli autori, la cantoterapia migliora soprattutto la produzione vocale sostenuta e il supporto diaframmatico, favorendo una voce più stabile e comprensibile. Esperienze positive sono state osservate anche in Italia, con percorsi di rieducazione vocale corale che hanno portato a miglioramenti evidenti.
Restano da approfondire il confronto con altri trattamenti riabilitativi e la durata degli effetti nel lungo periodo. Intanto, esercizi come la lettura ad alta voce, il ronzio labiale (ETV) e la “sirena” rappresentano strumenti efficaci, da inserire in sessioni di circa 20–30 minuti, individuali o di gruppo, come complemento alle terapie tradizionali.

