mercoledì, Febbraio 18, 2026

Ictus, ogni minuto conta: persi fino a 2 milioni di neuroni se non trattato

Con circa 120 mila nuovi casi all’anno, l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità in Italia. Ogni minuto senza trattamento, una persona colpita perde circa 2 milioni di neuroni, un dato che sottolinea l’urgenza di riconoscere tempestivamente i sintomi e intervenire in modo rapido.

La sensibilizzazione sull’ictus

Per sensibilizzare su questo tema, l’Associazione italiana ictus (Isa-Aii) e l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale (A.L.I.Ce) hanno organizzato alla Camera dei Deputati la tavola rotonda “Ictus: ogni minuto conta | Prevenzione, cura e riabilitazione“, in occasione della Giornata mondiale contro l’ictus, celebrata il 29 ottobre.

Il metodo FAST

Il metodo FAST, acronimo di Face, Arms, Speech, Time, aiuta a riconoscere rapidamente un possibile ictus: asimmetria del volto, debolezza o paralisi di un braccio, difficoltà nel linguaggio e tempo, ciò la necessità di agire subito.

“Gran parte degli ictus può essere prevenuta – spiega Paola Santalucia, presidente Isa-Aii -. È fondamentale conoscere i segnali precoci e reagire prontamente: significa salvare il cervello e ridurre o persino eliminare le conseguenze della malattia.”

Il Piano nazionale ictus

Nel Piano nazionale ictus – Stroke Action Plan for Italy (Sap-I) sono previsti interventi mirati, perfettamente in linea con lo Stroke Action Plan for Europe (Sap-E), come ricorda Simona Sacco, presidente della European Stroke Organisation (ESO). Gli obiettivi fissati entro il 2030 includono la riduzione del 10% dei casi totali di ictus e il trattamento del 90% dei pazienti in Stroke Unit, oggi limitato al 50-70%, garantendo il ricovero entro 24 ore dall’esordio dei sintomi.

“Questi piani nazionali – aggiunge Sacco – rappresentano uno strumento essenziale di dialogo con le istituzioni e una base per programmare interventi efficaci a tutela dei pazienti e del sistema sanitario.”

“Nel caso dell’ictus, il tempo è davvero cervello – conclude Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce –. Ogni minuto è prezioso, non solo nelle prime ore ma anche nei giorni e nei mesi successivi. Serve un approccio globale, che unisca ospedali, territorio, famiglie e comunità per restituire alla persona colpita la possibilità di tornare a vivere pienamente.”

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