Intervista al Dott. Andrea Maria Scarpa sui rischi del laser dermatologico
Perché le controindicazioni al laser non vanno sottovalutate
I trattamenti con laser dermatologici offrono benefici reali, dalla correzione di discromie, cicatrici e macchie solari, al miglioramento della texture cutanea e ringiovanimento. Tuttavia, come ogni intervento medico-estetico, non sono privi di rischi.
È fondamentale conoscere le potenziali controindicazioni: irritazione, rossore o gonfiore post-trattamento, alterazioni della pigmentazione, rischio di infezioni o, in casi più seri, ustioni, cicatrici o ipopigmentazioni.
Quando si parla di sicurezza, non basta essere esperti dell’uso del laser: occorre anche saper valutare la salute generale del paziente. Per questo motivo, come ricorda il dott. Andrea Maria Scarpa, specialista in Medicina rigenerativa, “per usare correttamente i laser bisogna ragionare anche un po’ da internisti”: alcune patologie, terapie farmacologiche o condizioni personali (come alterazioni ormonali) possono aumentare sensibilmente il rischio di effetti collaterali o complicanze.
I fattori critici da considerare: ormoni, condizioni cliniche e post-trattamento
Un esempio sono le alterazioni ormonali: il Dott. Scarpa spiega che le condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico possono predisporre a discromie post-laser, aumentando il rischio di macchie anche se il trattamento è stato eseguito correttamente. In questi casi, la mancanza di una valutazione clinica completa può vanificare i benefici attesi: “Anche una gestione scrupolosa del trattamento può non essere sufficiente se non si tiene conto di fattori clinici individuali”, conclude lo specialista. A ciò si aggiunge la necessità di una cura post-trattamento attenta: esporre la pelle al sole o non seguire le indicazioni dermatologiche può rendere più probabili iperpigmentazioni, ipopigmentazioni o alterazioni permanenti del tono della pelle.

