Lifting viso, l’intervento per migliorarsi

Ridonare tonicità al viso, risolevvando le zone che più hanno subito il trascorrere del tempo, grazie al lifting (o face lifting ).

Cos’è il lifting del viso?

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Dott. Massimo Renzi

Questo intervento di chirurgia plastica estetica è tra i più noti ed è volto ad eliminare la lassità cutanea e le rughe in eccesso. Il lifting serve a ridonare al viso un aspetto giovane e tonico, levigando le rughe. Si agisce riposizionando le strutture muscolari che hanno ceduto a causa dell’invecchiamento, in base ai casi, sotto il mento, ai lati della bocca e sulle guance.

L’obiettivo di un buon professionista è riuscire a conservare l’espressività e la naturale fisionomia del paziente.

 

Come avviene l’intervento?

L’intervento avviene in anestesia generale o in analgesia. La durata dipende dalle zone da trattare, ma mediamente si tratta di 2-4 ore.

“L’incisione avviene a livello delle tempie – spiega il Dott. Massimo Renzi, Chirurgo Plastico ed Estetico – al di sopra dell’attaccatura dei capelli. In genere questa incisione viene prolungata verso il basso, lungo la piega naturale della pelle, davanti all’orecchio. Praticare le incisioni all’interno delle pieghe cutanee aiuta a nascondere in un secondo momento le cicatrici che si formeranno. A questo punto il chirurgo separa i tessuti dalla parte ossea e procede con una trazione secondo la tecnica adottata. La cute che risulta essere in eccesso viene rimossa e in alcuni casi è possibile tonificare anche le fasce muscolari cedute. Dopo questa pratica, la pelle viene riposizionata e suturata adeguatamente”.

 

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La fase post operatoria

Edema, eritemi, ecchimosi tendono ad apparire dopo l’intervento ma possono essere facilmente tenuti sotto controllo grazie agli antidolorifici e le indicazioni che il chirurgo fornisce al momento della dimissione.

“Prima di tornare a condurre una vita normale serve un breve periodo di tempo. Le attività più pesanti e faticose vanno evitate fino a che il gonfiore è del tutto sparito, quindi per un tempo variabile da due a quattro settimane. In questo periodo tuttavia è possibile riprendere gradualmente il lavoro e le normali attività più leggere”.

 

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