Un trattamento innovativo si propone di ridurre del 50% il colesterolo “cattivo” con solamente due iniezioni sottocutanee all’anno. L’efficacia e la sicurezza di questo nuovo farmaco a mRNA sono state evidenziate in uno studio condotto in Italia, guidato dal Prof. Pasquale Perrone Filardi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC) e direttore della scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università Federico II di Napoli.
Cosa è e come funziona il nuovo farmaco
Il farmaco opera attraverso una nuova molecola in grado di “spegnere” l’mRNA responsabile del trasporto e della distruzione dei recettori che catturano il colesterolo, noti come proteina PCSK9. Durante l’84esimo Congresso Nazionale della SIC a Roma, sono stati presentati i risultati preliminari di uno studio coordinato dal gruppo del professor Perrone. Questo studio ha rivelato che i pazienti inclusi hanno mostrato una riduzione media del 55% dei livelli di colesterolo, mantenuta stabile fino all’ultima osservazione a 10 mesi.
Se somministrata in aggiunta alle terapie orali convenzionali, questa terapia consente a circa due terzi dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare di raggiungere il target raccomandato dalle linee guida, ossia un colesterolo LDL inferiore a 55mg/dl.
Quando i valori LDL sono preoccupanti
Quando il colesterolo LDL è presente in eccesso nell’organismo, tende a depositarsi sulle pareti arteriose, provocando un graduale indurimento e ispessimento (aterosclerosi). Questo è il motivo per cui livelli elevati di LDL-C nel sangue sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare. Nel lungo termine, l’aterosclerosi può portare alla formazione di placche che ostacolano il flusso regolare del sangue nei vasi sanguigni. L’ostruzione dei vasi, a seconda della loro posizione, può causare eventi come l’infarto del miocardio e l’ictus. Il colesterolo LDL è pertanto considerato un “termometro” importante del rischio cardiovascolare. I suoi livelli sono correlati alla probabilità teorica di sviluppare malattie legate all’aterosclerosi, come l’angina pectoris, l’infarto miocardico, l’ictus o la claudicatio intermittens.
Per quanto riguarda i livelli di LDL, si possono considerare preoccupanti:
- Da 100 a 159 mg/dl: a questi livelli, le LDL plasmatiche possono essere considerate influenti sul rischio per la salute.
- Da 160 mg/dl in poi: a questi livelli, le LDL plasmatiche possono essere considerate pericolose.

