Università privata di Medicina in Liguria, l’allarme dell’Ordine dei Medici: “Rischio esuberi tra 10 anni e costi da 20mila euro a famiglia”

L’apertura di nuovi corsi di laurea in Medicina e Chirurgia promossi da atenei privati nelle strutture sanitarie regionali accende il dibattito sulla futura sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e sul reale fabbisogno di professionisti. A sollevare forti perplessità sull’iniziativa relativa all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona), avviata in collaborazione con l’ateneo privato Link Campus, è Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei Medici di Genova e coordinatore della Federazione regionale degli Ordini dei Medici della Liguria.

Secondo le stime della categoria, l’ampliamento indiscriminato dell’offerta formativa medica rischia di generare una grave bolla occupazionale entro i prossimi dieci anni, oltre a non offrire una soluzione efficace alla carenza attuale di camici bianchi.

La proiezione degli algoritmi: “Nel 2036 avremo il doppio dei medici necessari”

Il perno della posizione espressa dall’Ordine risiede nelle proiezioni matematiche a lungo termine sul ricambio generazionale della classe medica. Formare un medico richiede un percorso complesso compreso tra i 10 e i 12 anni (tra laurea magistrale e scuola di specializzazione). Gli algoritmi previsionali impiegati dalle rappresentanze professionali mostrano che la presunta emergenza legata al deficit di medici è destinata a rientrare ed essere superata a medio termine.

A livello nazionale e regionale, entro il 2036 il numero di medici abilitati rischia di essere il doppio rispetto alle reali esigenze del mercato del lavoro e alle capacità di assorbimento del Servizio Sanitario Nazionale. Di conseguenza, l’apertura di ulteriori posti in facoltà private slegate dal reale fabbisogno programmato non risponderà alle esigenze della sanità pubblica, ma creerà i presupposti per una futura disoccupazione o sottooccupazione medica.

Oltre alle criticità di programmazione lavorativa, l’avvio di corsi di laurea gestiti da atenei privati solleva perplessità sul piano dell’equità d’accesso alla formazione medica. I costi d’iscrizione stimati per questi percorsi di studio si aggirano attorno ai 20.000 euro all’anno per studente. Una cifra imponente che, secondo le rappresentanze di categoria, rischia di trasferire l’onere dell’accesso alla professione medica sulla disponibilità economica delle famiglie, senza tuttavia garantire ai futuri laureati uno sbocco occupazionale stabile e proporzionato all’investimento sostenuto.

Il nodo del coinvolgimento istituzionale e la qualità della didattica

Un ulteriore punto di rigidità riguarda il difetto di comunicazione tra le istituzioni regionali e le rappresentanze professionali del territorio. L’Ordine dei Medici ha evidenziato di non essere stato preventivamente informato né consultato riguardo all’accordo strategico per l’insediamento del nuovo polo didattico privato presso l’ospedale di Pietra Ligure.

Rimangono aperti diversi interrogativi anche sugli aspetti operativi e formativi dell’iniziativa, in particolare per quanto concerne la composizione del corpo docente, la selezione dei docenti ordinari e associati presi dagli elenchi nazionali, e le modalità con cui l’insegnamento integrerà le strutture cliniche e assistenziali pubbliche locali.

Ordine dei Medici: richiesto un tavolo di confronto urgente con la Regione Liguria

A fronte delle preoccupazioni espresse sui rischi formativi ed economici, l’Ordine dei Medici auspica l’immediata apertura di un canale di dialogo e di un confronto istituzionale con la Giunta regionale. L’obiettivo è ricondurre la programmazione dell’offerta formativa in campo sanitario all’interno di un quadro coordinato e basato su dati certi, evitando sovrapposizioni tra pubblico e privato e garantendo la qualità degli standard assistenziali futuri.

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