Secondo un pool di esperti della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), sarebbe raccomandabile puntare ai test solo su chi è sintomatico.

L’obiettivo è quello di ridurre i tempi d’attesa per tutti coloro che sviluppano sintomatologia di Covid-19. La prima cosa da fare, dunque, è modulare – quando una persona si trova in auto-sorveglianza – l’esecuzione del test «in relazione allo stato immunitario e alla presenza di patologie concomitanti». Ma non solo.

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La parola agli esperti

Gli asintomatici guariti da meno di 120 giorni, coloro che hanno già fatto la dose booster o chi ha concluso il ciclo primario di vaccinazione da meno di 120 giorni non dovranno più essere controllati.

In questo modo, solo chi – a seguito di un’esposizione a rischio – presenti condizioni tali da rischiare forme gravi di Covid-19 dovrà sottoporsi ai test. Tra queste ricordiamo, ad esempio, diabete, obesità, broncopneumopatia cronica ostruttiva o mancanza di protezione immunitaria.

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