La metà dei casi sequenziati appartiene al ceppo A (H3N2)
La variante K del virus influenzale A (H3N2), soprannominata “super influenza” per la sua elevata capacità di diffusione e per la maggiore aggressività dei sintomi, è stata individuata anche in Liguria. Il ceppo, già responsabile di un forte aumento dei ricoveri nel Regno Unito, è noto per la sua parziale resistenza all’immunità garantita dai vaccini stagionali.
Le analisi di sequenziamento genomico effettuate presso il Policlinico San Martino di Genova, nel laboratorio guidato dal professor Giancarlo Icardi, hanno confermato la presenza della mutazione K nei pazienti liguri. In particolare, la variante è stata riscontrata nel 50% dei casi di influenza A analizzati.
“Abbiamo eseguito il sequenziamento completo del genoma virale su sei campioni di influenza A(H3N2) e tutti appartengono al subclade della variante K, già identificata in diversi Paesi europei, soprattutto nel Regno Unito dove è attualmente molto diffusa – spiega Andrea Orsi, docente di Igiene all’Università di Genova e dirigente medico del laboratorio di Igiene del San Martino, ai microfoni di Primocanale – In Liguria, al momento, i ceppi H3N2 e H1N1 circolano in misura equivalente, circa al 50% ciascuno”.
I casi registrati nella regione riguardano prevalentemente soggetti fragili: cinque anziani, ricoverati o giunti al pronto soccorso del Policlinico San Martino, e un paziente giovane con un quadro respiratorio particolarmente complesso. In due situazioni è stato necessario il ricovero ospedaliero. “Stiamo ampliando la raccolta dei dati clinici – aggiunge Orsi – e le sequenze genomiche verranno condivise con l’Istituto Superiore di Sanità, così da contribuire alle attività di sorveglianza a livello nazionale e internazionale”.
Variante K: i motivi dell’allarme
Comparsa lo scorso autunno, la variante K di H3N2 desta preoccupazione per la sua capacità di aggirare in parte la protezione vaccinale e per la sintomatologia più severa, che include febbre elevata e persistente, tosse intensa e un maggior rischio di complicanze respiratorie. Nel Regno Unito, dove secondo la UK Health Security Agency rappresenta oltre il 60% dei casi di influenza A, ha determinato un incremento dei ricoveri ospedalieri pari al 40% rispetto alla media degli anni precedenti. Segnalazioni di focolai analoghi arrivano anche da Francia e Germania, mentre l’ECDC segue con attenzione l’evoluzione della diffusione sul territorio europeo.
In Liguria, stando agli ultimi bollettini regionali, nella scorsa settimana si sono registrati più di 11mila casi di sindrome simil-influenzale e circa uno su tre è riconducibile all’influenza vera e propria.

