La morte di Abderrahim Fakir, deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine a Bologna, riporta l’attenzione sul delirio iperattivo con agitazione severa. Secondo la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), si tratta di una vera emergenza medica tempo-dipendente, che richiede un intervento rapido prima ancora di essere affrontata come una questione di ordine pubblico.
Il presidente della Simeu, Alessandro Riccardi, ha inviato una lettera ai ministri della Salute Orazio Schillaci e dell’Interno Matteo Piantedosi proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale dedicato alla gestione degli stati di agitazione psicomotoria acuta durante gli interventi delle forze dell’ordine.
I rischi del delirio iperattivo
Riccardi spiega che questa condizione può essere favorita da una predisposizione individuale, dallo stress emotivo e, in alcuni casi, aggravata dall’assunzione di sostanze. Tra i sintomi più frequenti figurano pressione arteriosa elevata, sudorazione intensa, disidratazione, alterazioni metaboliche e aumento della temperatura corporea.
In questi casi, sottolinea Simeu, immobilizzare una persona in posizione prona con le manette può aggravare ulteriormente il quadro clinico, aumentando il rischio di una ridotta ossigenazione. Per questo motivo è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali e intervenire con tecniche di de-escalation, evitando, quando possibile, modalità di contenimento che compromettano la respirazione.
La richiesta di protocolli condivisi
Secondo la società scientifica, la sedazione farmacologica, se indicata, dovrebbe essere eseguita il prima possibile per interrompere l’evoluzione della crisi e ridurre il rischio di conseguenze fatali.
L’obiettivo del tavolo tecnico, conclude Riccardi, non è attribuire responsabilità agli operatori, ma definire procedure condivise tra ministeri, forze dell’ordine, personale sanitario, sistema 118 e volontari del soccorso, così da prevenire morti evitabili e garantire una gestione più sicura di queste situazioni.

