Emergenza medici di famiglia: oltre 5.500 professionisti mancanti in Italia

Carenza di medici di base: la crisi si aggrava in tutta Italia

Il sistema sanitario italiano si trova ad affrontare una grave emergenza: mancano oltre 5.500 medici di medicina generale e sempre più cittadini, soprattutto nelle regioni più grandi, faticano a trovare un medico di famiglia. Un problema destinato a peggiorare, considerando che nei prossimi tre anni si prevedono 7.300 pensionamenti, mentre il numero di giovani medici che scelgono questa carriera è in costante diminuzione.

A lanciare l’allarme è il rapporto della Fondazione Gimbe, che evidenzia come la programmazione sanitaria non sia riuscita a garantire un adeguato ricambio generazionale.

Borse di studio non assegnate e assistenza sanitaria a rischio

Uno dei dati più preoccupanti riguarda il calo di iscrizioni ai percorsi formativi per diventare medico di famiglia. Nel 2024, infatti, il 15% delle borse di studio disponibili non è stato assegnato, con picchi superiori al 40% in sei regioni. Questo dato conferma una tendenza allarmante: sempre meno giovani vedono nella medicina generale una scelta professionale attrattiva.

Nel frattempo, l’invecchiamento della popolazione italiana aumenta la domanda di assistenza sanitaria. Gli over 80, che negli ultimi 40 anni sono triplicati, presentano nella maggior parte dei casi due o più patologie croniche, richiedendo cure continue e una presenza capillare del medico di famiglia.

La proposta politica e i dubbi sulla sua efficacia

Secondo la Fondazione Gimbe, “la politica propone la dipendenza dei medici di famiglia come soluzione senza alcuna valutazione d’impatto economico, contributivo, organizzativo e professionale”. Una dichiarazione che sottolinea l’assenza di una strategia concreta per affrontare l’emergenza, mentre il numero di professionisti continua a diminuire.

I dati parlano chiaro: tra il 2019 e il 2023, il calo dei medici di famiglia è stato particolarmente marcato in Sardegna (-39%), Puglia (-25,8%), Calabria (-20,9%) e Abruzzo (-16,7%). Solo la Provincia Autonoma di Bolzano registra un lieve aumento (+1%), mentre Marche (-1,7%) e Trentino-Alto Adige (-3,3%) subiscono una riduzione più contenuta.

Un allarme che riguarda tutte le regioni italiane

“L’allarme sulla carenza dei medici di famiglia riguarda ormai tutte le Regioni – osserva il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – e affonda le radici in una programmazione inadeguata che non ha garantito il ricambio generazionale in relazione ai pensionamenti attesi”.

Cartabellotta sottolinea come la professione abbia perso attrattività negli ultimi anni, creando un problema concreto per i cittadini, che spesso non riescono a trovare un medico vicino a casa. Una difficoltà che colpisce soprattutto gli anziani e le persone fragili, mettendo a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria territoriale.

Rischi per il futuro del sistema sanitario italiano

Il presidente della Fondazione Gimbe avverte che “il timore è che dalla mancata programmazione il problema si sia spostato sulla scarsa attrattività della professione”. Il rischio è duplice: da un lato, milioni di italiani potrebbero restare senza un medico di base; dall’altro, la carenza di professionisti potrebbe compromettere la qualità delle cure e la tenuta dell’intero sistema sanitario territoriale.

A questo si aggiunge il fallimento della riforma prevista dal PNRR, che avrebbe dovuto rafforzare l’assistenza territoriale, ma che rischia di rimanere lettera morta. “Abbiamo indebitato le generazioni future” conclude Cartabellotta, mettendo in evidenza l’urgenza di un intervento strutturale per invertire la tendenza e garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute.

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