Riprendono le ricerche di Nicola Ivaldo, medico scomparso sul Monviso quasi un anno fa

Disposizione da parte della Prefettura di Cuneo – Qui Salute Magazine

Sono riprese questa mattina, per decisione della Prefettura di Cuneo, le ricerche di Nicola Ivaldo, il medico 66enne di Albenga di cui si sono perse le tracce tra il 15 e il 16 settembre 2024 durante un’escursione sul Monviso. Le operazioni, affidate a un dispositivo di intervento complesso e strutturato, coinvolgono il soccorso alpino e speleologico, la guardia di finanza e i vigili del fuoco, con l’impiego di squadre altamente specializzate e droni in grado di esplorare le zone più impervie.

Squadre specializzate e droni in azione in alta quota

Il piano di intervento è stato attentamente pianificato nei giorni precedenti ed è destinato a proseguire anche nella giornata di domani e giovedì. L’uso dei droni, affiancati da unità a terra esperte, è fondamentale per scandagliare le aree più difficili da raggiungere attorno alla vetta del Monviso, teatro della misteriosa scomparsa.

Un’escursione solitaria verso il Vallanta

Nicola Ivaldo, escursionista esperto e amante della montagna, si era avventurato da solo il 14 settembre 2024 per raggiungere il vallone di Vallanta, sopra Pontechianale. L’ultimo segnale proveniente dal suo telefono cellulare era stato localizzato nei pressi della vetta del Monviso. La sua auto era stata rinvenuta poco dopo nei pressi della diga di Pontechianale, confermando il punto di partenza del suo itinerario.

Le ricerche sospese nell’autunno 2024

Le operazioni di soccorso erano iniziate il 16 settembre, giorno in cui il medico non si era presentato al lavoro, facendo scattare l’allarme. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse, in particolare una violenta nevicata, avevano reso impraticabile ogni tentativo di ricerca. Anche i voli di perlustrazione effettuati in elicottero non avevano prodotto risultati concreti. A ottobre, dopo settimane di ricerche infruttuose, le operazioni erano state ufficialmente sospese.

La ripresa delle attività rappresenta non solo una risposta ai familiari, ma anche un ulteriore tentativo di fare chiarezza su quanto accaduto in quelle ore drammatiche dell’autunno scorso.

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