lunedì, Gennaio 19, 2026

Torino, doppio trapianto salva una neonata di 6 mesi

Colpita da una rara anomalia congenita alle vene biliari, la piccola Sara (nome di fantasia) sembrava destinata a non farcela. Ma grazie al coraggio e all’amore della madre, uniti alla competenza medica dell’equipe torinese, la bambina è salva. A soli sei mesi, è stata sottoposta a un delicato doppio trapianto, e, ora, si sta riprendendo con successo.

Il quadro clinico della neonata

La neonata era nata lo scorso dicembre e, ad aprile, era stata portata d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, con sintomi gravi: un’insufficienza epatica avanzata, ittero marcato e accumulo di liquidi nell’addome. I medici del reparto di gastroenterologia pediatrica, guidati da Pierluigi Calvo, l’hanno subito presa in carico, ma le sue condizioni non permettevano un intervento immediato. Dopo venti giorni di attesa senza ricevere un organo da donatore, il quadro clinico è peggiorato ulteriormente.

La donazione della madre

A quel punto, la madre 32enne ha deciso di offrirsi come donatrice. “Il tempo stringeva. Non potevo stare a guardare. Avrei fatto qualsiasi cosa per salvarla”, ha raccontato. Dopo gli esami di compatibilità e il via libera del Tribunale di Torino e del Centro Nazionale Trapianti, mamma e figlia sono entrate insieme in sala operatoria presso il Centro Trapianto Fegato delle Molinette.

Il doppio trapianto

Il team guidato dal professor Renato Romagnoli, direttore del nuovo Dipartimento di Chirurgia e Trapianti della Città della Salute, ha prelevato una porzione del lobo sinistro del fegato della madre. Durante l’intervento sulla bambina, però, è emerso anche un grave restringimento della vena porta, fondamentale per il flusso sanguigno al fegato. Per risolvere il problema, i chirurghi hanno prelevato la vena giugulare dal collo della piccola, realizzando un complesso autotrapianto. L’intera operazione è durata tredici ore e ha coinvolto decine di professionisti tra chirurghi, infermieri, operatori sanitari, tecnici di laboratorio e la Banca del sangue. Ora, a due settimane dall’intervento, Sara ha iniziato la riabilitazione nutrizionale e presto potrà lasciare l’ospedale.

La gioia di professionisti e familiari

“Pensavano che avessimo solo poche settimane, ma ora sembra che nostra figlia abbia tutta la vita davanti. È un miracolo”, ha commentato emozionato il padre. Anche l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha sottolineato l’importanza di questa storia: “L’amore della mamma e l’eccellenza dei nostri medici hanno reso possibile l’impossibile”. A fare eco alle sue parole, il commissario della Città della Salute, Thomas Schael, che ha ricordato come questo intervento confermi il valore del centro torinese, da tempo riconosciuto come polo d’eccellenza per i trapianti.

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