Terapia efficace per le allergie alimentari nei bambini: la desensibilizzazione orale al Meyer

Che cos’è la desensibilizzazione orale?

La desensibilizzazione orale, o immunoterapia specifica (ITS), è una terapia che espone progressivamente il bambino a quantità sempre maggiori dell’allergene alimentare, con l’obiettivo di aumentare la soglia di reattività del suo organismo. In pratica, è come se il sistema immunitario venisse “allenato” per affrontare questi allergeni pericolosi. Tuttavia, questa terapia deve essere svolta in un ambiente altamente controllato, come un ospedale.

“In Italia sono poche le strutture pediatriche che offrono questa opportunità: il Meyer è una di queste, e per questo motivo accogliamo bambini da tutta Italia. È una terapia fondamentale per migliorare la qualità di vita di tanti bambini, specialmente per gli allergeni molto diffusi come grano, latte e frutta a guscio, il cui consumo accidentale è molto probabile”, spiega Francesca Mori, responsabile dell’Allergologia del Meyer.

Come funziona il percorso di desensibilizzazione

La desensibilizzazione è un processo lungo che può durare anni e si svolge in due fasi: una parte ospedaliera e una parte di mantenimento a casa. “Spesso si inizia con dosi estremamente ridotte. Ad esempio, una nostra piccola paziente con una grave allergia al grano ha iniziato il percorso nel 2017 con soli 5 mg di fetta biscottata (una briciola) e, nel corso degli anni, è arrivata a mangiare fino a 40 grammi di pasta”, racconta Mori.

Attualmente, il Meyer offre la desensibilizzazione per allergie a latte, uova, frutta a guscio, cereali e semi. I pazienti vengono selezionati in base a criteri precisi, come la gravità dell’allergia e il rischio di assunzioni accidentali, oltre alla reattività anche a tracce di allergene.

La terapia combinata: desensibilizzazione orale e farmaci biologici

La desensibilizzazione orale è attualmente l’unica opzione terapeutica capace di modificare il decorso delle allergie alimentari. In alcuni casi specifici, attentamente valutati in base a criteri come età, comorbidità e allergie multiple, è possibile affiancare questa terapia con l’uso di farmaci biologici. L’integrazione di queste due terapie rappresenta una delle più promettenti frontiere nel trattamento delle allergie alimentari severe.

La testimonianza di una famiglia

Le allergie alimentari hanno un impatto sociale significativo, soprattutto per i bambini e gli adolescenti. Le difficoltà legate a situazioni come le vacanze, le mense scolastiche o i compleanni, unite al rischio di anafilassi, costringono le famiglie a vivere con la costante preoccupazione, portando sempre con sé l’adrenalina, un farmaco salvavita. Per questo motivo, il successo della desensibilizzazione orale è visto come una conquista.

“Noi siamo seguiti al Meyer dal 2018, ma veniamo dalla Sicilia”, racconta una madre. “Nonostante il sacrificio per i continui spostamenti, non cambieremmo per nulla al mondo. I medici conoscono perfettamente mia figlia, che grazie alla loro competenza è riuscita a liberalizzare il latte e a introdurre molti alimenti che prima erano vietati”.

L’aumento dei casi di anafilassi in Italia

Negli ultimi anni, le allergie alimentari e non alimentari hanno subito un aumento esponenziale a livello nazionale e internazionale. Conseguentemente, sono aumentati anche i casi di anafilassi. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Clinical & Experimental Allergy dagli specialisti del Meyer in collaborazione con l’Università di Firenze, ha analizzato retrospettivamente gli episodi di anafilassi giunti al Pronto Soccorso del Meyer negli ultimi 20 anni. I dati mostrano un aumento significativo: dai 16 casi per 100.000 accessi al Pronto Soccorso tra il 2004 e il 2010, si è passati a 22 per 100.000 nel periodo 2011–2016 e a 39 per 100.000 nel periodo 2017–2023. In 20 anni, i casi di anafilassi sono più che raddoppiati, con un incremento del 37,5% tra il primo e il secondo periodo e del 77% tra il secondo e il terzo periodo.

La formazione dei sanitari migliora la gestione delle emergenze

Una notizia positiva emerge da questo studio: l’introduzione di una formazione continua tramite la simulazione pediatrica per i sanitari del Pronto Soccorso del Meyer ha portato a un significativo miglioramento nella gestione dei casi di anafilassi. La formazione ha affinato le capacità diagnostiche, migliorato la terapia d’urgenza e facilitato un corretto invio a una valutazione specialistica, contribuendo così a una maggiore efficacia nella gestione di queste situazioni critiche.

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