Colonscopia di screening: un esame che salva la vita

Il carcinoma del colon retto

Il carcinoma del colon-retto è una patologia molto frequente, che colpisce ogni anno circa il 15% della popolazione italiana e rappresenta la seconda causa di morte per tumore.
Un’età superiore ai 50 anni ed errate abitudini alimenti sono i principali fattori di rischio. Purtroppo il tumore resta il più delle volte silente finché non raggiunge dimensioni considerevoli.

Come prevenirlo?

Possiamo intervenire su due fronti.
Correggere i fattori di rischio legati allo stile di vita, in particolar modo la dieta. Possiamo seguire alcune semplici regole messe a punto dal National Cancer Institute statunitense:

  • ridurre l’assunzione di grassi animali al 30% delle calorie totali;
  • consumare quotidianamente frutta e verdura;
  • limitare l’alcol a un bicchiere di vino a pasto;
  • dimagrire se si è obesi, evitare di prendere eccessivo peso;
  • aumentare l’apporto di fibre;
  • limitare al massimo il consumo di cibi con conservanti (compreso il sale) o affumicati.

In secondo luogo partecipare ai programmi di screening oncologico offerti gratuitamente sul tutto il territorio nazionale dalle Asl ai cittadini residenti.

Il programma di screening

Il test di primo livello dello screening è la ricerca del sangue occulto nelle feci che prevede l’analisi di un unico campione di feci, non è invasivo e non richiede restrizioni dietetiche.
Infatti uno dei pochi segnali d’allarme che può indicarci la presenza di anomalie è il riscontro nelle feci di sangue, solitamente non visibile ad occhio nudo.
Se il test risulta negativo e andrà ripetuto dopo due anni.
Se invece risulta positivo l’assistito dovrà eseguire una colonscopia, offerta gratuitamente.
Il tumore nasce quasi sempre da lesioni “precancerose”, i polipi, che sono facilmente diagnosticabili e asportabili con la colonscopia. Si può affermare che l’asportazione di tutti gli adenomi riduca l’incidenza di carcinoma di circa il 90%.

Articolo a cura della Dott.ssa Irene Olivieri

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