Oggi la presenza e la dipendenza dagli schermi nella vita dei più piccoli è sempre più precoce: circa il 70% dei bambini usa smartphone o tablet prima dei due anni e uno su cinque li tocca addirittura prima di compiere 12 mesi, quando ancora non parla. Per questo, nel reparto nascita dell’Azienda Ospedale-Università di Padova è stato avviato un progetto di prevenzione rivolto ai neogenitori.
Dipendenza, un problema che cresce di giorno in giorno
Gli avvertimenti sull’eccessiva esposizione di bambini e adolescenti ai dispositivi digitali si moltiplicano. Una recente revisione, pubblicata su Public Health in Practice da un gruppo di ricercatori italiani e internazionali, ha analizzato 41 linee guida emanate da organizzazioni delle Nazioni Unite, istituzioni scientifiche e autorità sanitarie.
Secondo gli studiosi, la maggior parte delle raccomandazioni concorda sul limite di tempo davanti agli schermi, sia per quantità sia per qualità dei contenuti. Tuttavia, i dati mostrano che spesso tali indicazioni non vengono rispettate e che ciò comporta conseguenze negative, rendendo urgente un intervento più incisivo.
Intervenire fin dai primi giorni di vita
Per colmare questo divario, da novembre il nido dell’ospedale di Padova ha avviato una campagna informativa rivolta a genitori, nonni e caregiver. È stato creato un decalogo con regole semplici ma fondamentali per un uso corretto dei dispositivi digitali.
«L’impiego di strumenti elettronici in età pediatrica può causare diverse problematiche», spiega il professor Eugenio Baraldi, direttore del Dipartimento Salute Donna e Bambino e autore della “Carta di Padova”. «Oggi più del 70% dei bambini di due anni usa già il cellulare dei genitori. Molti adulti credono che un bimbo abile con lo smartphone sia più sveglio, ma si tratta di un mito da sfatare».
Una scena ormai abituale
È sempre più comune vedere bambini piccolissimi intrattenuti con un telefono al ristorante, in auto o durante le passeggiate. Eppure, gli studi mostrano che nei primi due anni di vita l’uso degli schermi può rallentare lo sviluppo del linguaggio, disturbare il sonno e persino favorire forme di dipendenza.
«I bambini devono interagire con le persone che li circondano, non isolarsi davanti a un display», aggiunge Baraldi. «Un’esposizione eccessiva riduce lo sviluppo di aree cerebrali legate al linguaggio e alla lettura. Inoltre, la luce blu del telefono blocca la produzione di melatonina, provocando insonnia, con effetti a lungo termine come ansia, depressione, obesità e difficoltà di attenzione».
Un recente studio pubblicato su Pediatrics ha confermato questi rischi: i bambini che hanno uno smartphone prima dei 12 anni risultano più soggetti a depressione, problemi di sonno e aumento di peso. La ricerca si è basata sui dati di oltre 10.500 bambini dello Adolescent Brain Cognitive Development Study, il più ampio studio sullo sviluppo cerebrale infantile condotto negli USA.
Quando il cellulare diventa una dipendenza
«Se un bambino piange disperato quando gli si toglie il telefono o lo richiede continuamente, significa che sta sviluppando un comportamento dipendente», avverte Baraldi. «In questi casi occorre intervenire subito e interrompere l’uso del dispositivo». Lo studioso ricorda anche una ricerca giapponese che collega l’abuso degli schermi a tratti dello spettro autistico, un ulteriore segnale della gravità del fenomeno.
Regole chiare per una prevenzione efficace
Il Team Stili di Vita dell’Università di Padova, composto da 22 specializzandi in pediatria, porta avanti dal 2022 un progetto informativo dedicato agli stili di vita corretti, con incontri nelle scuole, attività in città, materiali divulgativi e contenuti social. Lo slogan scelto è significativo: “L’importanza di pensarci presto!”.
La nuova iniziativa prevede che alle mamme, al momento delle dimissioni dal nido, venga consegnato un opuscolo con indicazioni pratiche. «Ogni pediatra e infermiera è stata formata per informare correttamente i genitori», spiegano le dottoresse Lorenza Onorati e Anna Caccin, del Team Stili di Vita.
Le indicazioni sono chiare:
- schermi vietati prima dei 2 anni, come stabilito dall’American Academy of Pediatrics;
- tra i 2 e i 5 anni massimo un’ora al giorno;
- dopo i 6 anni, non più di due ore quotidiane.
«Sta ai genitori adottare e trasmettere fin da subito sane abitudini», concludono le specializzande. «Solo così possiamo proteggere il benessere dei bambini e prevenire problemi che possono emergere negli anni successivi».

