Nel 2025 la sanità italiana vedrà l’introduzione di una nuova figura professionale: l’Assistente Infermieristico. Questo nuovo operatore sanitario sarà una figura ‘ibrida’, posizionata a metà strada tra l’Oss (Operatore Socio-Sanitario) e l’infermiere. Tuttavia, l’introduzione di questo nuovo ruolo sta già creando tensioni all’interno del settore sanitario, in particolare tra i sindacati di categoria, a causa delle preoccupazioni legate alle condizioni di lavoro, già caratterizzate da carenze di personale, turni estenuanti e crescenti episodi di violenza.
Compiti e responsabilità dell’Assistente Infermiere
Gli Assistenti Infermieristici saranno incaricati di supportare gli infermieri in compiti di base, come la somministrazione di insulina e l’assistenza a pazienti tracheotomizzati. Tuttavia, a differenza degli infermieri laureati, non possiederanno una formazione specialistica completa. Questo aspetto solleva interrogativi riguardo alle responsabilità legali, poiché gli Assistenti Infermieristici non sono formalmente riconosciuti come professionisti sanitari. Inoltre, potrebbe sorgere un problema di copertura assicurativa, un tema delicato in relazione alla legge Gelli sulla responsabilità sanitaria.
Formazione degli Assistenti Infermieristici e retribuzione
La formazione degli Assistenti Infermieristici varierà a seconda del percorso formativo e dell’esperienza pregressa degli OSS. Gli OSS con diploma di scuola superiore dovranno frequentare un corso di 500 ore, mentre coloro che non hanno un diploma ma vantano almeno cinque anni di esperienza dovranno completare un ulteriore corso di 100 ore. Tuttavia, i sindacati hanno espresso preoccupazione riguardo alla preparazione fornita, ritenendola insufficiente e temendo una standardizzazione disomogenea tra le diverse Regioni.
Le critiche dei sindacati
“L’assistente sanitario è un passo indietro – spiega all’Adnkronos Salute Michele Vannini, segretario nazionale Fp Cgil – e non è risposta per far fronte alla carenze degli infermieri al di là delle dichiarazioni. Il perché la professione non attrae, e se non prendono misure urgenti i posti disponibili rimarranno deserti, è suddiviso tra la bassa qualità della retribuzione, i carichi di lavoro enormi e la crisi del riconoscimento sociale che si riscontra nelle continue aggressioni. Il progetto originale dell’assistente infermieristico risale a due anni fa, ad agosto 2024 sono stati fatti due decreti e manca il passaggio in Conferenza Stato-Regioni”. Presumibilmente alla fine 2025 questa figura arriverà negli ospedali pubblici e nelle strutture private convenzionate.
“C’è il nodo – aggiunge il segretario nazionale Fp Cgil – del rispetto della legge Gelli sulla responsabilità sanitaria. Gli assistenti non sono configurati nelle professioni sanitarie, non hanno copertura assicurativa e se succede qualcosa mentre somministrano l’insulina ad una diabetico? O mentre assistono un tracheotomizzato? Torniamo a 25 anni fa quando gli infermieri avevano un ruolo generico? E’ una operazione che porta indietro gli infermieri, alla fine degli ’90 quando furono creati gli Oss e prima che venisse decida la formazione universitaria degli infermieri”.
“Il punto sono anche le retribuzioni – avverte Vannini – In questi anni non si è lavorato per innalzare gli stipendi degli infermieri nel pubblico e nel privato, oggi c’è una differenza e nel privato sono mediamente più bassi. Se arriverà l’assistente, questa figura potrebbe anche portare al fatto che un assistente che arriva nel pubblico potrebbe avere una retribuzione più alta rispetto ad un infermiere che lavora nel settore privato”.
Secondo il segretario nazionale Fp Cgil, “la vera ragione per cui si è fatta questa operazione – senza aver mai veramente ascoltato i sindacati – è la pressione dei datori di lavoro della sanità privata convenzionato ma anche del settore socio-assistenziale, in questo modo nelle strutture si sostituiranno gli infermieri che magari non posso esserci a tempo pieno con gli assistenti, riducendo i costi del lavoro, ma con conseguenze sull’assistenza ai cittadini perché gli assistenti infermieristici non hanno la formazione e le competenze dell’infermiere laureato”.
Fonte: Adnkronos

