La drammatica aggressione al Policlinico Riuniti di Foggia
Una scena che sembra uscita da un film, ma è tragicamente reale: 50 persone, tra amici e parenti di una giovane deceduta in seguito a un incidente con il monopattino, hanno fatto irruzione al Policlinico Riuniti di Foggia. I medici e gli infermieri del reparto di Chirurgia toracica sono stati costretti a barricarsi in una stanza, utilizzando scrivanie e cassettiere per bloccare la porta, mentre all’esterno gli aggressori cercavano di sfondare l’accesso. La violenza è esplosa al momento della comunicazione del decesso della ragazza, e alcuni membri del personale sanitario sono stati aggrediti con calci e pugni.
L’aggressione è stata ripresa in un video che è rapidamente diventato virale, mostrando la drammatica irruzione di circa cinquanta persone nel reparto ospedaliero. Stando alle prime indiscrezioni, circa venti di queste sarebbero entrate in contatto diretto con il personale medico. Un chirurgo è stato colpito più volte al volto, riportando ferite e contusioni, mentre una dottoressa ha subito la frattura di una mano. Il personale, terrorizzato, è riuscito a rifugiarsi in uno stanzino e ad allertare le forze dell’ordine, che sono intervenute per sedare la situazione, non senza difficoltà.
La giovane vittima, Natasha Pugliese, aveva 23 anni. Il 18 giugno scorso, Natasha era stata coinvolta in un grave incidente mentre si trovava su un monopattino nei pressi dello stadio di Cerignola. Dopo un primo soccorso locale, le sue condizioni critiche avevano reso necessario il trasferimento in elisoccorso al Policlinico Riuniti di Foggia. Qui era stata ricoverata in rianimazione per diverse settimane, prima di essere trasferita in riabilitazione e sottoposta a un primo intervento chirurgico. Tuttavia, un secondo intervento, reso necessario da un restringimento del canale respiratorio, si è rivelato fatale.
Le reazioni delle Istituzioni: “Tutele o abbandoniamo gli ospedali”
L’aggressione ha scosso profondamente l’opinione pubblica e le istituzioni. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha espresso la sua solidarietà al personale medico del Policlinico di Foggia, annunciando l’intenzione di visitare la struttura. “Siamo pronti a valutare ulteriori misure di sicurezza per tutelare l’incolumità del personale sanitario,” ha dichiarato Gemmato, sottolineando l’importanza di applicare pene più severe per chi si rende colpevole di tali reati.
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Foggia, Pierluigi De Paolis, ha evidenziato la necessità di riflettere urgentemente sulla sicurezza del personale medico, affermando che molti professionisti sono spaventati e pensano addirittura di dimettersi. De Paolis ha inoltre chiesto un inasprimento delle sanzioni contro chi aggredisce il personale sanitario.
La rabbia dei Sindacati medici: “Non siamo assassini”
La rabbia del personale medico è palpabile. I leader dei sindacati dei medici del Servizio Sanitario Nazionale, Pierino Di Silverio e Guido Quici, hanno espresso indignazione per quanto accaduto, chiedendo misure concrete e immediate per evitare che simili episodi diventino una “routine della violenza”. “Non siamo assassini,” hanno dichiarato, sottolineando l’impunità con cui è stata perpetrata l’aggressione e la violazione delle più elementari regole di controllo.
La FNOMCeO chiede interventi decisi
Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), ha chiesto una risposta esemplare da parte dello Stato e delle Regioni per difendere il personale sanitario. Anelli ha sottolineato l’urgenza di misure di sicurezza adeguate negli ospedali e ha proposto l’estensione dell’arresto differito in flagranza anche per le aggressioni contro i sanitari, oltre alla videosorveglianza delle strutture ospedaliere.
L’appello dell’ACOI: “Soluzioni vere, non chiacchiere”
Vincenzo Bottino, presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), ha espresso preoccupazione per l’escalation di violenza contro il personale sanitario, chiedendo l’immediata convocazione dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli esercenti le professioni Sanitarie. “Vogliamo salvare la vita dei nostri pazienti, non essere costretti a salvare la nostra,” ha dichiarato Bottino, sottolineando l’urgenza di soluzioni concrete per garantire la sicurezza dei medici e degli infermieri.

